Andrea Tavecchio
Fisco e sviluppo
22 Aprile Apr 2012 1402 22 aprile 2012

Non guidate guardando (solo) lo specchietto retrovisore. Il caso dei giornali on line

Quando mi hanno mandato l'interessante rapporto dell'Università di Oxford - Reuters Institute for the Study of Journalism dal titolo "Survival is sucess - Journalistic On line Start-ups in Western Europe" mi sono un po' emozionato per la presenza della nostra testata tra quelle analizzate.

Se è vero il motto "primum vivere deinde philosophari" la storia collettiva de Linkiesta è un risultato di cui essere orgogliosi perchè non era scontato esistere se ripenso ai primi incontri, in una trattoria milanese, ragionando su un giornale (on line) diverso perchè non fondato "contro o pro", senza star giornalistiche, non basato sul retroscena e, cosa necessaria, senza padroni.

Guardiamo al futuro. E’ in atto un vero big bang nell’editoria e, per i dati che vediamo, sta giocando un ruolo importante il fenomeno tablet e smartphone oltre a quello dei social network (Facebook e Twitter), che stanno cambiando sia la modalità di lettura, che il profilo de l’utente che legge e si informa su internet anche solo rispetto a quando Linkiesta (LK) è andata on line, il 31 gennaio 2011.

Basta pensare che quando è stata fatta la rilevazione dell'Università di Oxford (4 agosto 2011) i fan su Facebook di LK erano 8.779 ed i followers su Twitter erano 4.391. Oggi gli stessi numeri sono 23.311 e 27.400. Nell'ultimo mese LK ha circa 30.000 utenti unici giornalieri durante la settimana (circa il 20% in meno nel fine settimana) e 500.000 unici mensili, quando al tempo delle rilevazione il traffico giornaliero era di circa 13.000 utenti unici.

Oltre a cambiare il supporto su cui si legge "in internet" si sta notando come - dopo una prima fase in cui la regola implicita era tutto quanto è su internet è gratis perchè di bassa qualità - l’informazione su internet stia acquisendo una identità sua propria. Sta cambiando radicalmente il modo di leggere le notizie e l’on-line sta cominciando a non essere più terreno di “gossip” o di “passioni”, ma anche di riflessione, inchiesta ed approfondimento per cui la gente sembra disposta a pagare.

Per i giornali on line come Linkiesta la sfida futura è quindi: 1) acquisire un ragionevole numero di abbonati alla community senza penalizzare la crescita con un’eccessiva restrizione all’accesso gratuito alle informazioni; 2) monetizzare, grazie alla pubblicità, in modo adeguato un traffico crescente e di qualità elevata; 3) sviluppare altri ricavi come, ad esempio, fornire contenuti innovativi ad altre testate; 4) inziare una esplorazione intelligente nel mercato, tutto da scoprire, degli ebook sotto le 100.000 battute.

Essere su un terreno di frontiera significa che in pochi mesi cambia, come abbiamo visto sopra, la prospettiva delle cose. Insomma non guidate guardando (solo) lo specchietto retrovisore. Ci si schianta sempre.

twitter @actavecchio

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