Massimo Famularo
Apologia di Socrate
23 Aprile Apr 2012 0901 23 aprile 2012

Anche il pareggio di bilancio in costituzione è una cazzata

Giuro che non ce l'ho con Report. Purtroppo ho questo vizio terribile di cercare di capire le cose, di sottolineare quelle che non mi tornano e quelle che credo non stiano in piedi, come nel caso dei contanti.

Sulla puntata di ieri ci sarebbe parecchio da dire e qualcosa, per quanto riguarda le banche, l'ho scritta qui.

In questo pezzo mi vorrei soffermare su un passaggio specifico:

MILENA GABANELLI STUDIO
L’Italia è il primo Paese che ha messo in Costituzione il pareggio di bilancio. Cosa vuol dire nella pratica? Che tu non potrai mai forzare la spesa per rivedere le tue politiche di investimento pubblico. E’ come se, una famiglia, con un reddito basso, ma decide di indebitarsi per far studiare i figli e una legge gli dice “tu non puoi affrontare questa
spesa”. Moltiplicato per milioni di famiglie cosa si viene a perdere? Perché alla fine i conti saranno anche a posto, ma è una gran brutta vita. E non è vero che sei virtuoso solo se non spendi, dipende da come spendi. E’ urgentissimo avviare delle politiche di riduzione del debito, ma metterlo in costituzione potrebbe creare le basi per lo
smantellamento la funzione pubblica dello Stato e lasciare che ad occuparsene siano i privati. E il privato di fronte alla linea dell’autobus che va in periferia per far viaggiare 10 persone, cosa fa la taglia perché non gli conviene. La politica quando non funziona, e non funziona quando si eleggono le persone sbagliate, diventa tecnica. Una parola che non abbiamo inventato noi ma è comparsa al mondo una 40ina di anni fa.

Ci sono due profili, a mio modesto avviso, mal posti

  1. L'impegno del pareggio in costituzione porrà dei vincoli concreti alla condotta dei governi
  2. Ridurre la spesa pubblica significa macellare lo stato sociale

In merito al punto 1 è il caso di renderci conto che scrivere il pareggio in costituzione è una gigantesca presa per i fondelli. Quanto valgono le promesse di pulcinella? Quanto è credibile un impegno che è già stato disatteso più volte in passato, può essere facilmente eluso in modo formale e per il quale non sussistono chiare ed efficaci sanzioni in caso di infrazione? Io direi poco. In costituzione un articolo che diceva che non si devono prevedere nuove spese senza un'adeguata copertura ce l'avevamo già e siamo riusciti a spendere senza copertura al punto da accumulare un debito pari al 120% del Pil. Anche a Maastricht avevamo preso degli impegni che non abbiamo mantentuto: perchè questa volta dovrebbe essere diverso?

Aggiungete che l'impegno in costituzione è vago e che notoriamente gli stati sovrani godono di una certa libertà nell'eleaborazione dei propri conti. Se non è chiaro neanche l'impegno che abbiamo preso, se siamo noi a fornire le stime in base alle quali il rispetto di quest'impegno sarà valutato e se alla fine si può sempre escludere i pezzi che non fanno comodo (per dire i 60 miliardi di debiti verso i fornitori della PA non sono conteggiati nel debito pubblico) di che parliamo?

Il punto 2 assume (ho avuto qualche scambio di battute sul tema con Furio Colombo) implicitamente che valga Spesa Pubblica = Stato Sociale. Putroppo è evidente che così non. Vi sembra che i soldi che spende lo stato vadano tutti in assistenza ai disabili o in sussidi alle madri single? Io direi che a questi scopi non viene devuluto (se qualcosa viene devoluto) abbastanza? Dove finiscono allora i soldi? Finiscono nei costi della politica che oltre agli stipendi dei parlamentari includono i finanziamenti ai partiti e ai loro giornali e negli appalti a imprese non utili (quando non dannosi) alla collettività. Finiscono in tutte quelle attività che lo stato non fa affatto o fa male e ci fa pagare come se le facesse. Non è dunque possibile ridurre la spesa pubblica senza macellare le famiglie? Sì che lo è e vari esperti lo hanno spiegato in dettaglio (qui e qui per esempio).

Quindi? Quindi sostenere che l'impegno inserito in costituzione ci forzerà a cedere ai privati importanti porzioni dei servizi pubblici mi pare una rappresentazione quanto mento furoviante, per non dire ideologicemente distorta della realtà.

@Massimofamularo

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