Brideshead
23 Aprile Apr 2012 1546 23 aprile 2012

Cartolina da Parigi

Siamo arrivati all'aereoporto con una certa apprensione. Prima di partire per Parigi avevamo letto su un giornale italiano che Hollande si propone di imporre un'aliquota del settantacinque per cento sui redditi superiori a un milione di euro. Una cosa inaudita! Invece di togliere ai poveri per dare ai più poveri, come propongono di fare certi liberali del nostro paese, questo vuole addirittura far pagare più tasse a chi guadagna di più. Un autentico bolscevico. Potete immaginare quindi la nostra sorpresa quando, giunti all'areoporto Charles De Gaulle, non l'abbiamo trovato pieno di capitalisti in fuga dal "pericolo socialista". Niente. Tutto tranquillo, persino un po' noiosa l'attesa dell'aereo per Roma, mentre le prime indiscrezioni cominciano a delineare le proporzioni della grande delusione di Sarkozy e dei suoi sostenitori di casa nostra. Per la prima volta un presidente in carica non è primo nel ballottaggio. La distanza da Hollande non è grande, ma appare comunque difficile da colmare, tenendo conto degli orientamenti degli altri candidati, che in queste ore cominciano a dare indicazioni di voto ai propri sostenitori. Del resto, che le cose si fossero messe male per il candidato dell'UMP si intuiva già ieri mattina, davanti alla Maison de la Mutualité, chiacchierando con la folla di inviati di giornali e tv di tutto il mondo che attendevano le dichiarazioni del Presidente uscente alla chiusura della urne. Confermate le previsioni delle scorse settimane, dicevano tutti, rimane solo da vedere che distanza ci sarà tra Hollande e Sarkozy. Sensazione confermata dalla piccola folla in uscita dalla messa nell'adiacente chiesa di Saint Nicolas-du-Chardonnet. Difficile immaginare che ci sia qualche elettore socialista in giro, e le facce non sono allegre. Signore e signori eleganti, impeccabilmente borghesi, ragazze col filo di perle, giovani famiglie con bambini biondi. Tutti belli, persino i preti longilinei che raccolgono le offerte in sacchi di raso rosso. Due ragazzi ci invitano a un "banquet patriotique" in onore Santa Giovanna d'Arco il 12 maggio. Mia moglie e io decliniamo cortesemente l'invito e ci allontaniamo per goderci il sole pallido di Parigi.

Sol dell'avvenire o speranza mal riposta? Stamattina sappiamo che una parte consistente dell'elettorato francese si fida di «quest'uomo sovrappeso, molliccio, pelatino» che «per undici anni ha fatto il segretario di partito, ma non ha amministrato nemmeno un bistrot, tutto tecnica politica e niente carisma» (Aldo Cazzullo sul Corriere). Visto dall'Italia un risultato che fa una certa impressione e induce a qualche riflessione. Possibile che i francesi non avessero un imprenditore prestato alla politica, un professore o un banchiere disposto a guidarli con mano sicura, visto che l'ex avvocato Sarkozy non si è dimostrato all'altezza del momento? Leggendo certi articoli usciti sulla stampa "liberale" del nostro paese viene il dubbio che i nostri vicini devono essere impazziti per affidare il proprio futuro a un politico, che per giunta si presenta come esponente della "sinistra" e un socialista senza inibizioni. Uno che pone con forza il problema della giustizia sociale come centrale nell'agenda politica del suo paese. A proposito, mentre eravamo in Francia, ci hanno spiegato che l'aliquota del settantacinque per cento si applicherebbe solo alla percentuale di reddito che eccede il milione. Comunque un furto per alcuni, sopratutto per chi guadagna cifre del genere. Per fortuna da noi cose del genere non possono succedere. Urge la pubblicazione in traduzione francese di un'antologia di articoli di Giuseppe Bedeschi, con prefazione di Piero Ostellino, per illuminare gli sventurati d'oltralpe riportandoli alla ragione.

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