Beniamino Andrea Piccone
Faust e il Governatore
2 Maggio Mag 2012 1154 02 maggio 2012

Caro #Hollande, se vuoi durare, rispetta i mercati finanziari

Domenica sera sapremo se – come dicono i sondaggi e come fa presagire la dichiarazione di Marine Le Pen, che ha invitato i suoi elettori a non schierarsi per Sarkozy – François Hollande sarà il nuovo Presidente francese. Se si dà un’occhiata alla biografia di Hollande su Wikipedia si legge: “François Hollande conseguì la laurea in giurisprudenza presso l'università di Parigi, poi ottenne il diploma dell'Institut d'études politiques de Paris (Sciences-Po) e dell'Ecole des Hautes Etudes Commerciales (HEC). Fu in seguito ammesso all'École nationale d'administration (ENA), da cui si diplomò nel 1980”.

Hollande fa quindi parte dell’elite francese proveniente dall’ENA, la mitica scuola della classe dirigente pubblica francese, fondata nel 1945 da Charles de Gaulle.

Il rischio dei tecnocrati francesi è però la spocchia nei confronti dei mercati finanziari visti spesso come agorà della "speculazione brutta e cattiva" e fonte di ogni male.


Ci ha infatti colpito la dichiarazione di Hollande di settimana scorsa: “The French are free people, we will not allow their future to be determined by the pressure of markets or finance” (in inglese perchè la riporto pari pari dal Financial Times del 24 aprile).

Sappiamo che in campagna elettorale, per ammansire e convincere gli elettori, se ne dicono di ogni. Però in questo caso emerge una cultura sciovinista tipica dei francesi.

Fino a che la Francia avrà un deficit elevato (deficit/pil intorno al 4,5% nel 2012) e un debito pregresso oltre i parametri di Maastricht (nel 2012 le stime dicono rapporto debito/pil intorno all’86%), chiunque vinca domenica, invece di sbraitare contro i mercati brutti e cattivi, dovrebbe cercare di convincere i mercati della sostenibilità del debito.


Gli operatori sui mercati obbligazionari, gli investitori – chiamati bond vigilantes perchè vigilano sui debiti pubblici - non stanno pensando di invadere la Francia, ma dopo queste panzane possono pensarci due volte prima di fungere da fonte di finanziamento dello Stato francese.

Ha buon gioco Gideon Rachman sul FT a scrivere: “Which is all very well (attaccare i mercati, ndr), unless you need to borrow billions from those vile markets to meet your campaign promises, such as the creation of 60.000 new jobs for theachers (a key constituency for the Socialist party).

I mercati non sono crudeli e feroci, non sono un branco di bantu selvaggi. Colpiscono solo la stupidità dei comportamenti degli attori economici e dei politici in carica.

Caro #Hollande, please respect them.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook