Laboratorio Sicilia
2 Maggio Mag 2012 1618 02 maggio 2012

Palermo, Casini "democristianaggia" e si allontana da Alfano

Casini "l'equilibrista", Casini il "montiano", Casini il "democristiano", Casini il "moderato". E potremmo continuare ancora. Pierferdinando Casini è così: l'uomo di tutte le stagioni. Potrebbe governare con "l'amico Alfano", ma anche con il democratico "Pierluigi Bersani". Gli andrebbe perfino bene un'alleanza larga fino a Vendola, "andiamo spesso a cena insieme". L'importante è che non ci sia Di Pietro. In fondo è l'unica cosa chiara del pensiero politico dell'ex presidente della Camera: tutti tranne di Di Pietro.

Oggi solita storia. E' arrivato a Palermo in soccorso del giovane candidato Massimo Costa, ex presidente del Coni Sicilia, quello che da piccolo scriveva in un tema alle scuole elementari che sarebbe "diventato presidente della Repubblica". Invece dovrà forse accontentarsi di Palazzo delle Aquile. Sarà.

Dicevamo di Casini a Palermo. Lo stesso Casini che non ha partecipato alla convention di domenica scorsa al Politeama, alla quale ha invece partecipato Angelino Alfano. Sì Casini, il leader dell'Udc oggi si è recato a Palermo. E nel quartier generale del giovane Costa ha parlato a tutto tondo durante una conferenza stampa.

Camicia bianca e giacca, la cravatta l'ha lasciata a Roma, Casini ha democristianamente negato che il "modello Palermo", alleanza Pdl-Udc-GrandeSud, possa essere esportato a Roma:"Per noi è un'alleanza quasi anomala quella con il Pdl a Palermo". D'altronde, continua Casini, "direi che Massimo Costa assomiglia di più al modello Monti di quello che può essere un altro modello tradizionale. L'alleanza di Palermo non è un modello per me, perchè ho detto fin dall'inizio dela campagna elettorale che ogni comune e ogni provincia e ogni regione attua un modello amministrativo". Una botta per Angelino Alfano che pensava di aver riconquistato "Pierferdinando", e di poter costruire con lo stesso "il grande partito dei moderati".

Ma da perfetto equilibrista qual è, Casini ha negato contatti con il Partito Democratico:"Lo dico sia all’Mpa e che al Pd: se si pensa di riproporre un’alleanza che ricalchi quella attualmente al governo della Regione, l’Udc non ci sarà. Crediamo che la giunta non abbia operato bene, e se ci viene chiesto un restyling di quell’esecutivo, noi non ci saremo". "Non ne so nulla di contatti fra il Pd e l'Udc", confida a Linkiesta il senatore del Pd Vladimiro Crisafulli. Anche se "ne sarei felici, qualora ci fossero". Tuttavia, "le posso dire che si deve aspettare che si chiuda questa fase. Le parole di Casini le ho ascoltate attentamente - spiega Crisafulli - e sono perfettamente d'accordo con lui".

In sostanza "l'equilibrista Casini" sa che a Palermo il suo candidato non tira più da tanto, e mostra equidistanza dai due schieramenti. Vuoi vedere che se Orlando dovesse arrivare al ballottaggio, ormai lo dicono tutti, Pierferdinando diventerà "orlandiano"?

giuseppealberto.falci@gmail.com

Twitter: @GiuseppeFalci

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