Riccardo Puglisi
Una firma di tutto riposo
4 Maggio Mag 2012 1541 04 maggio 2012

Fonti cangianti: cala Dagospia, sale @Il_Portaborse

Si dà il caso che in questi mesi Dagospia stia perdendo molti visitatori, mentre emerge il sito del “Portaborse” come fonte molto ben informata sull’operato del governo Monti.

Per sapere qualcosa su quel che fa il governo ci si può banalmente affidare ai comunicati stampa e alle conferenze stampa. Peccato si tratti di informazione che arriva sul mercato nello stesso momento, a vantaggio di tutti: c’è poca competizione, si tratta semplicemente di prendere atto e interpretare, punto.

La cosa interessante per un giornalista è invece fare uno scoop, ovvero scoprire qualcosa di rilevante prima di chiunque altro. Nelle faccende politiche, la madre di tutti gli scoop (e la nonna di tutti gli scandali) è molto probabilmente il Watergate, cioè la vicenda delle intercettazioni abusive da parte degli uomini del presidente Nixon a danno degli esponenti del partito democratico, scoperta dai giornalisti del Washington Post Carl Bernstein e Bob Woodward nel 1972.

La “gola profonda” è la fonte dei giornalisti all’interno dell’amministrazione, che per ragioni sue decide di passare informazioni. Il giornalista custodisce gelosamente le sue fonti, ma talora si trova spiazzato se queste perdono potere.

Sembra che in questi mesi stia succedendo qualcosa del genere in Italia, con il sito Dagospia, che per anni e anni ha lanciato scoop importanti sulla politica e la finanza italiana, ma che si trova oggi con un numero calante di visitatori (si vedano i dati Audiweb pubblicati da Italia Oggi e ripresi qui). Secondo alcuni commentatori, ed io mi accodo, una delle ragioni principali di questo calo sta appunto nel fatto che –con il cambio di governo da Berlusconi a Monti- Dagospia ha perso alcuni fonti importanti, per cui si trova spiazzato.

Chi sta prendendo il suo posto? Forse siamo di fronte ad un esempio affascinante di integrazione verticale: un soggetto, che si definisce “il Portaborse” e che pare molto informato sulle faccende del governo, ha creato un sito e un indirizzo Twitter, attraverso cui mette direttamente a disposizione le informazioni. Cose toste: ad esempio, il portaborse aveva già spifferato la scelta di Bondi come super-tecnico per la spending review una settimana prima della nomina ufficiale.

E che fanno i giornalisti “ufficiali”? Beh quello che per molto tempo hanno fatto con Dagospia: prendono la notizia succulenta dal “portaborse” ma non citano la fonte. Unica eccezione: Massimo Sideri sul Corriere, come rimarcato dal portaborse stesso.

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