Fatti di Scienza
4 Maggio Mag 2012 1401 04 maggio 2012

Più povero il quartiere, più probabile l'incidente stradale

Dimmi dove ti trovi e ti dirò con che probabilità hai di essere coinvolto in un incidente stradale. Sembra un po' questo il succo di uno studio condotto da un team canadese sulla città di Montreal. Dai dati raccolti in cinque anni di studi che vengono pubblicati sul American Journal of Public Health (ripreso dal Scientific American) i ricercatori hanno potuto concludere che chi vive in un quartiere dal reddito medio più basso ha maggior probabilità di essere coinvolto in un incidente stradale.

I ricercatori spiegano che le motivazioni sono varie, dalla qualità della manutenzione delle strade alla diffusione nei quartieri periferici di un maggior numero di strade di grande traffico. Basta pensare a qualsiasi periferia di una città anche italiana per vedere la logica dietro questo dato. In questi quartieri i ricercatori hanno individuato un numero doppio di incidenti rispetto ai quartieri dove si concentrano strade più piccole. Insomma, la progettazione delle strade e la gestione accorta del traffico hanno un peso che oramai anche la giurisprudenza (americana) riconosce come importanti.

Per quanto riguarda la situazione italiana, non ci sono dati così raffinati a disposizione o studi di questo tipo, ma potrebbero rivelarsi molto utili. Per far capire come siamo messi nei confronti degli altri paesi, possiamo consultare il grafico qui sotto, realizzato un po' grezzamente dal sottoscritto con i dati ricavati dall'International Transport Forum, e in particolare dall'ultimo rapporto dell'International Traffic Safety Data and Analisys Group (e elaborati con datawrapper.de):

Come si può osservare la statistica sulle morti è in calo, ma nel 2010 (sempre sencondo i dati IRTAD) i decessi sono stati in Italia 4090. Un numero non piccolo.

Un altro dato che si può recuperare in rete è quello relativo al numero di incidenti che coinvolgono le biciclette. Secondo una branca di un colosso assicurativo italiano, ogni giorno nel nostro Paese si verificano 38 incidenti che coinvologono una bicicletta. Se lo moltiplichiamo per 365, il numero diventa davvero impressionante.

Sono solo un paio di spunti raccolti navigando in rete e andando a spulciare qualche sito dedicato, senza nessuna pretesa di essere esaustivi. Non vogliono nemmeno dire niente di più del semplice fatto che sono tanti e che, tutto sommato, li conosciamo poco. Per capire meglio in che Paese viviamo sarebbe bello che studi come quello canadese si facessero anche in Italia. Sarebbe meraviglioso, poi, avere a disposizione dati consistenti sul numero degli incidenti stradali suddivisi per aree geografiche, per cercare di capire se ci sono differenze sostanziali non solo tra regioni e province, ma anche all'interno delle aree comunali, tra quartiere e quartiere, tra strada e strada. Con l'onda di entusiasmo che sta generando l'approccio al giornalismo basato sui dati (basta vedere l'interesse per la Data School all'ultimo Festival del Giornalismo di Perugia), su questo blog ci rendiamo disponibili a sacrificare gli occhi su dataset di questo tipo se qualcuno di voi là fuori è in grado di aiutarci a ottenerli. (marco boscolo)

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