Marco Fattorini
Million Dollar Play
5 Maggio Mag 2012 1134 05 maggio 2012

L'albo degli striscioni autorizzati e i sindacati dei tifosi

Mentre il campionato volge al termine, nei palazzi del pallone si ragiona sulla stagione che verrà, tentando di disinnescare fenomeni di violenza e soprusi come quello consumatosi tra i seggiolini di Marassi. E nell'attesa che si concretizzi il passaggio dalla vituperata tessera del tifoso alla nuova (?) fidelity card, l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive vara una serie di misure organizzative "nell'interesse dei tifosi, condivise dai tifosi".

La più discussa prevede l'introduzione dell'albo nazionale degli striscioni autorizzati, contenitore nel quale "saranno inseriti tutti gli striscioni autorizzati all'inizio della stagione in maniera tale che gli stessi non dovranno essere di nuovo comunicati alle Questure competenti in occasione delle trasferte". L'indice degli striscioni avrà anche un suo spazio sul sito internet dell'Osservatorio insieme ad una sezione dedicata ai tifosi "all'interno della quale saranno disponibili, per ogni stadio, il regolamento d'uso e le informazioni di maggiore interesse".

Nell'attesa di conoscere maggiori dettagli, emergono i primi dubbi. A partire dai criteri di discrezionalità nella scelta delle "pezze" meritevoli o meno di essere esposte all'interno degli impianti, passando per la creatività dei tifosi che rischia di essere ingabbiata spazio-temporalmente anche nella redazione di sfottò e coreografie in vista delle partite che contano. "A quando l'albo dei cori autorizzati?", ironizza, ma neanche tanto, Marco Bellinazzo sul sito del Sole24Ore.

Altra novità sfornata dal Viminale è che nel corso dell'ultima riunione dell'Osservatorio, svoltasi presso la Scuola Superiore di Polizia, sono intervenute due sigle in rappresentanza dei tifosi, sedute al tavolo in qualità di "osservatori esterni". Si tratta della F.I.S.S.C., il cui sito è aggiornato al 2008, e della Federsupporter, con un serbatoio di 83 fan su Facebook.

La necessità di regolamentare il comportamento dei tifosi sembra non esser venuta meno, considerate le solite "piaghe" tornate ad assediare le curve del Belpaese, tra capi ultrà plenipotenziari e piccole falangi specializzate nel tenere in ostaggio stadi interi. Il cammino, lastricato di interessi e difficoltà, rimane in bilico tra dialogo e repressione. Nella speranza che a pagare non sia sempre la maggioranza silenziosa, quella degli amanti disinteressati, cultori romantici dello stadio e del Borghetti domenicale.

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