Nel mirino
7 Maggio Mag 2012 1252 07 maggio 2012

Doppio Rosso: Cina e Cuba a confronto negli scatti di Neige De Benedetti

Mao Zedong, a oltre sessant'anni dalla rivoluzione comunista, continua a sorvegliare i cinesi dalla porta d'ingresso della Città Proibita, in piazza Tienanmen a Pechino. E tra gli sconfitti del capitalismo torna la nostalgia del Grande Timoniere.© Neige De Benedetti

Il 9 maggio esce in libreria Doppio Rosso, un libro fotografico di Neige De Benedetti, edito da Skira, con un testo introduttivo di Adriano Sofri, mentre Giampaolo Visetti ha scritto le didascalie cinesi ed Emmanuelle de Villepin quelle cubane.

E' un libro a cui tengo molto, sia per la profonda amicizia che mi lega alla giovane fotografa autrice delle immagini che per il fatto di aver seguito le diverse fasi di realizzazione del volume.

In Doppio Rosso, Cina, Tibet e Cuba dialogano paradossalmente tra loro grazie agli accostamenti in doppia pagina di immagini che richiamano similitudini per situazioni o anche solo graficamente, spingendo chi le guarda a una riflessione sulla storia e l'identità.

Cina e Cuba, entrambe figlie di una rivoluzione famosa, ma come spiega Sofri nel testo non solo agli antipodi geograficamente ma in cui "la rivoluzione dell'una fu un esempio di metodo, dell'altra un esempio di irregolarità anche se finirono ambedue per trasformare la rivoluzione in una dinastia, familiare o burocratica".

Così il libro si apre con la giustapposizione fra due piazze, la Tienanmen cinese in cui svetta il ritratto ordinato di Mao e una piazza di Cienfuegos a Cuba con il ritratto sbiadito del Che, in entrambe le fotografie c'è un leone di pietra, sardonico il cinese, distratto il cubano, intento a giocare con una palla.

Cienfugos. Il Che, aureolato da una nuvola bianca, guarda la parrucca del leone. A un certo punto in Germania qualcuno stampò un manifesto del Che con la scritta: "Ho un poster di ciascuno di voi a casa mia: Che". © Neige De Benedetti

Il libro si chiude con una doppia pagina in cui a sinistra compare la bandiera della Cina che sventola sul tetto del Potala a Lhasa, "dividendo i colori dei vessilli tibetani", nelle parole di Visetti "il palazzo più bello del mondo è l'icona globale di ogni libertà negata" e a destra un'immagine dell'"ufficio interessi USA" all'Avana con la bandiera cubana, un edificio che è vietato fotografare e che sembra quasi imprigionato dagli alti pali, un simbolo dell'assurdità delle relazioni fra Stati Uniti e Cuba.

Lhasa. La bandiera della Cian sventola sul tetto del Potala, dividendo i colori dei vessilli tibetani. Dal giorno in cui il Dalai Lama è stato costretto a fuggire, la sua residenza è un museo presidiato dall'esercito di Pechino. © Neige De Benedetti

L'Avana. L'edificio americano - "ufficio di interessi Usa", più o meno, che rappresenta qualcosa ma non la rappresenta, data l'assurda protrazione dell'embargo e del mancato riconoscimento. A destra in alto la bandiera cubana, a sinistra in basso lo slogan cubano, "Patria o morte". © Neige De Benedetti

Nel mezzo persone, animali, situazioni, architetture, riti religiosi, si rincorrono pagina dopo pagina per 167 pagine e 140 fotografie, che hanno la naturale forza di contrapporsi all'aspetto dissolutore delle identità culturali dell'universalismo moderno.

Nei monasteri di Lhasa la luce si diffonde assieme all'odore del burro di yak. Il fumo affumica e indurisce le travi di legno, rendendole eterne. Ma dopo le rivolte del 2008 i monaci sono stati in gran parte sostituiti da figuranti fedeli a Pechino: e qualcuno non parla nemmeno il tibetano.© Neige De Benedetti

Ho fatto qualche domanda a Neige:

- come è nata l'idea di Doppio Rosso?

L'idea di Doppio Rosso é nata, come il titolo, da Giampaolo Visetti. Eravamo vicino a Chengdu, ero già in Cina da qualche settimana, e mi é arrivato un messaggio che diceva che sarei andata a Cuba: Giampaolo ha esclamato 'Ma.. Doppio Rosso!'. Piano piano, mentre ero a Cuba, e specialmente nella fase di editing, quell'esclamazione ha fatto effetto palla di neve, e, arrivata a valle, é Doppio Rosso.

Camagüey. El Instituto Nacional de Educación y Recreación tiene il suo torneo di scacchi en el barrio. Diffusissimo nelle strade cubane è il gioco del domino. Non è il mahjong, ma viene anche lui dalla Cina, via Francia e Spagna.© Neige De Benedetti

Lijiang. I cinesi continuano a giocare, per tutta la vita. Ogni giorno siedono in un parco e attaccano con le partite di mahjong, dama e scacchi. Sono attenti a non lasciare invecchiare il cervello: e nemmeno il fisico, allenato portando a spasso gli uccelli in gabbia.© Neige De Benedetti

- quanto tempo sei stata in Cina, Tibet, Cuba?

Sono stata un mese in Cina e uno a Cuba, una settimana in Tibet.

Guantánamo. © Neige De Benedetti

- come si organizzano viaggi di questo tipo?

Se posso essere totalmente sincera, il mio viaggio in Cina é nato come un gioco. Conoscevo Giampaolo da un precedente viaggio a Mosca, e gli ho scritto che sarei arrivata. Lui fu subito molto gentile e quando arrivai a Pechino mi mostrò un foglio, con scritti i nomi dei luoghi che avrei dovuto visitare.

Per Cuba mi sono preparata diversamente: ho chiamato giornalisti che avevano lavorato li e un 'fixer' che mi ha accompagnata.

Le metropoli cinesi, come Shanghai, sono popolate di emigrati dalle campagne e conservano un’anima paesana. Le case sono troppo piccole e le si prolunga all’esterno: panni stesi, ma anche letti, salotti e cucine, la vita del bordo strada.
© Neige De Benedetti

L’Avana. L’equilibrista è sceso, e ha lasciato penzolare dal filo tutte le sue scarpe.© Neige De Benedetti

- Come ti sei preparata?

Mi piace leggere romanzi prima di andare in qualche posto, perché, anche quando non spiegano dati scientifici, ti danno il profumo di dove stai per arrivare.

- cosa hai messo in valigia?

Il Conte di Montecristo, e parecchie memory card.

Lhasa. Teste di yak, pietre dipinte con il sangue e macchie di latte purificatore: sulle rive dei grandi fiumi himalayani, la popolazione non rinuncia ai millenari omaggi agli dei. Il Tibet è salvato dalla fede incrollabile della gente, che dipinge scale sulle rocce per aiutare le anime a salire in cielo.
© Neige De Benedetti

- quali sono le principali differenze che hai notato in termini di reazioni davanti alla macchina fotografica in questi paesi?

Alla macchina fotografia ognuno reagisce a modo suo, é difficile fare generalizzazioni, però, per esempio, in Tibet, poliziotti cinesi a parte, le persone sono piuttosto contente di farsi fotografare. In alcuni mercati cinesi invece, specialmente dove vendono carne di cane, ti lanciano addosso di tutto.
A Cuba spesso ci campano, con le fotografie.

Trinidad. Questa è una scena bellissima. Tutti si sono fermati, anche il cane, per farla durare. (Si tratta di una casa della santeria. C’è uno che vi legge il futuro: andategli incontro, bisogna pur vivere).© Neige De Benedetti

- sei partita con delle idee su cosa avresti trovato? , la tua permanenza li le ha confermate o sconvolte?

Partita con molte idee, tutte sconvolte, anche quelle che avevo su di me.

Il Rio San Juan è uno dei tre fiumi che attraversano Matanzas. I bambini si buttano in acqua facendo lo scivolo su enormi foglie di banano.
© Neige De Benedetti

- cosa ti sei portata a casa?

Una bandiera da Cuba, mentre dalla Cina Guo Guo, un grillo clandestino in una zucca scavata, qualche libretto rosso cinese e una catena di campane per lo Yak da Lhasa.

Rio San Juan. Le auto di Cuba – salvo le pubbliche, Lada o Moskovich di fabbricazione esteuropea, Fiat polacche – risalgono a prima del ’59, Chevrolet o Chrysler. Si chiamano almendrones, sono belle, spesso non vanno più, e ci si può accomodare come in salotto.© Neige De Benedetti

- che macchina hai usato?

Una Canon 5D mark II

- che software usi per le correzioni?

Photoshop, lo stretto indispensabile.

Le stoffe di preghiera coprono lo stupa che segnala il passo sopra il lago Yamdrok, a quota cinquemila. Pastori e contadini si fermano per ringraziare gli dei, bere del latte fermentato e scambiare qualche agnello sotto gli occhi dei massicci cani tibetani: stare insieme è tempo usato bene.
© Neige De Benedetti

- qual è l'esperienza più intensa che hai vissuto in questi viaggi? ce la racconti?

Direi che l'esperienza più intensa é il Barkhor a Lhasa, ma non so raccontarla.

Gli scandali alimentari inducono i cinesi a fare la spesa nei vecchi mercati contadini, come a Yangshuo, e a privilegiare l’acquisto di animali vivi. Le pescherie sono sconosciute: il pesce si compra solo vivo, ad eccezione dello squalo, di cui è stato appena bandito il commercio delle pinne.
© Neige De Benedetti

- qual è oggi secondo te il ruolo della fotografia documentaria?

Non voglio dire che il fotogiornalismo non esiste più, perché non ci credo. La fotografia documentaria é uno sguardo sul mondo, quando é un bello sguardo, apre gli occhi anche agli altri.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook