Intervistato.com
7 Maggio Mag 2012 1309 07 maggio 2012

Francesca Fornario su Intervistato.com #ijf12

■ Chi è Francesca Fornario?

In primo luogo abbiamo chiesto a Francesca in quale modo la satira così come veniva fatta in modo tradizionale sui giornali tradizionali si possa conciliare con i nuovi strumenti, ovvero social media e i giornali online. A suo avviso i social media rappresentano un volano formidabile per la satira, specialmente perché ci sono sempre meno editori disponibili a investire per la diffusione delle notizie, e ancor meno per la satira. La satira in fondo è una presa in giro del potere, che quindi è restio ad alimentare i giornali satirici. Internet, d’altro canto, è gratuito: è possibile scrivere, disegnare e infine diffondere i propri contenuti online gratuitamente, senza alcun costo di distribuzione.

Per quanto riguarda invece le integrazioni tra strumenti, nel rapporto tra online e offline, secondo Francesca nel futuro ci sarà sempre più un unico elettrodomestico, che sarà giornale, tv, internet, offrendo contenuti sempre più un demand, e non secondo un palinsesto imposto dall’alto, cosa che varrà sia per la satira che per la cronaca che per l’entertainment.

Si tratta di una grande opportunità specialmente per gli esordienti: la diffusione della tecnologia permette a tutti di mettersi in gioco, girare un video e creare dei contenuti. Secondo l’articolo 3 della Costituzione Italiana spetterebbe allo Stato togliere gli ostacoli all’uguaglianza tra cittadini: secondo Francesca, in questo caso, dove non arriva lo Stato arriva la tecnologia.

Spesso gli editori considerano le attività online come una minaccia per le vendite, aspetto che Francesca analizza da due diversi punti di vista: quello del giornalista satirico che fa i contenuti, per cui le nuove tecnologie rappresentano un’opportunità; dall’altra parte quello dell’editore.
Si tratta però di una fase di transizione, data anche la natura dei guadagni, strettamente legati alla vendita di spazi pubblicitari. Sui giornali cartacei sono sempre di meno, a fronte di una presenza massiccia nella tv tradizionale e un trend in costante aumento su Internet, dove però vengono venduti ancora a molto poco. La quantità di persone che fruiscono di notizie, satira e arte, e il tempo che vi dedicano è sempre maggiore, il che costituisce senza dubbio un segnale positivo: non è morto il giornalismo, ma molto probabilmente sono morti i giornali di carta.

Abbiamo chiesto a Francesca qual è la sua dieta mediatica: attualmente sta usando Pulp, l’aggregatore di notizie per iPad, che permette di raccogliere i feed rss dei giornali e blog preferiti. Tra le sue letture quotidiane ci sono Brancaccio, Loretta Napoleoni, Odifreddi e ZeroCalcare, giusto per fare solo alcuni esempi. Non si tratta nemmeno più di un giornale, ma di un luogo multimediale che raccoglie testi, video, fotografie e audio.

Se da un lato la preoccupazione è che questo tipo di approccio porti alla chiusura su contenuti che sono sempre gli stessi, dall’altra parte è vero che basta aprire una finestra di Twitter o Facebook per avere a disposizione stimoli sempre nuovi. Se una grande lettrice di giornali quale era Francesca, ora si ritrova a non toccare più i giornali cartacei, la transizione è presumibilmente ineluttabile.

Il destino dei giornali, dunque, è di scomparire, mentre quello dell’arte e delle notizie è di moltiplicarsi, crescere ed arrivare sempre di più a tutti.

Invito tutti a visionare l’intervista, molto ricca di spunti e riflessioni. Buona visione!

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