Fuoriserie
7 Maggio Mag 2012 0706 07 maggio 2012

Il ritorno di Lost? No, per favore no

Cara TV, è ora di andare avanti. Sono passati due anni dalla fine di Lost e ancora la serie sui superstiti del volo Oceanic 815 continua a invadere blog di settore, forum e notizie sui giornali. Sì, Lost è stato rivoluzionario. Ma è anche tempo di voltare pagina. O per lo meno così dovrebbe. Perché più passano gli anni e più la ricerca di un nuovo Lost diventa consistente, tant'è che la stessa ABC sembra stia valutando l'ipotesi di riportare in vita lo show morto due anni fa. Il ritorno di Lost: un reboot, un sequel, un film per il cinema. Le idee ancora non sono chiare ma le voci (diventate un vero e proprio tormentone per i fan) sembrano trovare qualche piccola conferma. Come riporta la collega Stargirl sul suo blog, Damon Lindelof , produttore e co-creatore di Lost, non ha negato che l'idea sia nell'aria. Un'idea a cui lui non parteciperà ma che effettivamente potrebbe concretizzarsi

“Sono passati due anni da quando la serie è finita, noi abbiamo raccontato la storia che volevamo, ma mi sembra che il mondo non abbia visto la fine di Lost – e se così sarà, io non sarò coinvolto. Ma sarebbe ipocrita, per me che lavoro su Star Trek, dire che non voglio che nessuno tocchi la serie”, ha dichiarato Lindelof durante il Variety’s Entertainment & Technology Summit.

Lost potrebbe tornare, dunque. Contenta? Assolutamente no. Una TV che continua a guardare indietro, che continua a sfornare prodotti che sono sequel, prequel, rivisitazioni e remake non può aver successo. Lost era novità e quella novità ha sfondato. Ora, dovesse sul serio ritornare, sarebbe minestra riscaldata. E sì, per esigenza la mangiamo, ma davvero vogliamo rovinare così il ricordo di sei passati attaccati alla TV? L'ho detto una volta e oggi mi trovo a ripeterlo: Lost è stato rivoluzionario, ma oggi non ci piacerebbe più. E invece di continuare a esplorare la TV di ieri, perché non ci concentriamo su quella di domani, su prodotti nuovi e innovativi? Perché è di quello che abbiamo bisogno: non di rivangare una vecchia rivoluzione, ma di scriverne una nuova.

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