A mente fredda
7 Maggio Mag 2012 2206 07 maggio 2012

Se SEL funziona solo come comitato elettorale alle primarie PD

In questi giorni, gran parte degli analisti politici sta parlando dei lusinghieri risultati del MoVimento 5 Stelle a queste elezioni amministrative, ed è giusto che sia così, visto che si tratta di una novità di rilievo. Io sulla questione mi sono già espresso, e penso che la mia analisi regga sostanzialmente alla prova dei fatti: ora che M5S ha un ruolo di peso in molte amministrazioni, bisogna che si attrezzi per il passo successivo, e questo potrà avvenire solo tagliando il cordone ombelicale con la sua parte deteriore.

Oggi voglio però dedicarmi a un'altra questione passata inevitabilmente un po' in sordina, ma secondo me destinata a farsi sentire soprattutto se chi di dovere non ci rifletterà. Dei due poli "classici", quello che sicuramente ha tenuto meglio è quello di centro-sinistra, e se anche ai ballottaggi il centro-destra dovesse riuscire a raccattare qualche sindaco questo non cancellerebbe il fatto che il suo modello di presentazione della proposta politica sul territorio si è, in molti casi, rivelato del tutto evanescente.

A sinistra i risultati che si pensavano alla vigilia sono arrivati, ma lo schema di coalizione prevalente sembra sempre soffrire di squilibri. Il PD ora che ha alleati non riesce a tornare sui livelli del 2008, ma comunque mostra di avere un bacino di voti costante. L'IDV, d'altro canto, ormai si è assestata secondo dinamiche proprie, non necessariamente di competizione interna agli alleati, che si sono consolidate da quando nel 2006, per evitare la beffa di non arrivare allo sbarramento, Di Pietro ha imbarcato soprattutto al Sud capibastone e mezzi criminali che controllavano buoni pacchetti di voti e di preferenze, e che di sicuro gli consentono un risultato elettorale apprezzabile, anche se poi spesso lo fregano come è successo anche in Parlamento con gente come De Gregorio e Scilipoti.

Per quanto riguarda Sinistra Ecologia e Libertà, invece, mi pare che il discorso sia più complesso. Il movimento, almeno apparentemente, sembra trovare proprio nelle tornate elettorali locali il suo terreno preferito, visto che tra sindaci (anche di città importanti come Milano), amministratori vari, e un presidente di Regione, ha posizioni decisamente superiori a quelle che il suo peso elettorale lascerebbe ritenere. Tra l'altro, in questo caso, SEL si presentava con posizioni (dette anche in modo un po' esagitato) di opposizione a molte misure di austerità prese dal governo, potenzialmente agendo su un terreno che si è mostrato assai fecondo per M5S. Eppure, il risultato nazionale è stato ben al di sotto di quanto le sue liste fossero accreditate anche solo qualche mese fa, arrivando decisamente sotto il 5%, e in alcune zone i diretti competitori sul terreno della protesta antigovernativa di marca schiettamente progressista e dell'amministrazione attenta all'impatto ambientale hanno ricevuto il quadruplo dei consensi. Il tutto a fare da contraltare a un proprio candidato, il genovese Doria, indipendente ma espresso da SEL alle primarie, che riesce ad essere tra i candidati del centro-sinistra che vanno al ballottaggio quello messo di gran lunga meglio.

A me da qualche tempo, in effetti, viene un sospetto. I candidati sindaci che SEL esprime, e Vendola stesso alle regionali del 2010 se è per questo, sono spesso risultati vincenti dopo aver passato lo scoglio delle primarie, ma alle urne non riescono a produrre un incremento dei voti di lista per il loro movimento tale da poter parlare neppure di un "effetto traino". Quando vincono le primarie, i candidati sostenuti SEL le vincono essenzialmente perché ottengono i voti degli elettori che a quelle primarie vanno a votare, e che per semplici ragioni statistiche sono in massima parte elettori del PD. Elettori del PD che non hanno alcuna intenzione di cambiare partito alle elezioni per il consiglio comunale, che infatti nei casi di vittoria ha sempre una forte presenza democratica. Se insomma è vero che SEL riesce spesso a esprimere buoni candidati individuali, dimostrando di non essere solo il fan club di Vendola che molti temevano diventasse, questi candidati si trovano a dover agire, e spesso a dover vincere, come candidati della coalizione, di una coalizione che ha un pivot piuttosto evidente nel PD per ragioni di dimensioni.

Riassumendo al massimo, quello che mi sembra è che SEL funzioni al meglio solo quando riesce a lavorare come "comitato elettorale" nelle primarie: seleziona un buon candidato, che raccoglie consenso oltre la sua cerchia ristretta, e poi nella sostanza si scioglie nella coalizione diventando un importante elemento nella campagna elettorale del singolo, ma senza effettivi e duraturi guadagni di lista.

Questo per me non è un problema. A parte l'avversione (irrilevante in questa sede) che posso anche avere per certe posizioni che SEL sembra voler coltivare, io parlo soprattutto di funzionalità della coalizione a livello sistemico. Se continua così, SEL finirà, più o meno gradualmente, per sciogliersi nel PD, soprattutto quando i riferimenti personali su cui il suo elettorato si regge verranno meno. Probabilmente lo stesso, seppure con altre dinamiche e con esiti più incerti per le ragioni a cui accennavo all'inizio, sarà per un altro partito essenzialmente di rappresentanza personale come l'IDV. E la lunga e travagliatissima evoluzione del PD in quello che fin dall'inizio si pensava di dover creare, in partito altro da quelli tradizionali ormai inservibili, in macchina di selezione di uomini e di spunti programmatici in cui gruppi di interesse e orientamenti diversi confluiscono per competere in un'arena regolata e poi trovare gli elementi unificanti attraverso le primarie, potrà andare avanti. Si tratta, e lo penso da tempo, di un modello di soggetto politico che forse potrebbe risultare anche efficiente nel dialogare in modo più dinamico, e meno ideologicamente chiuso, con una società italiana sempre più frammentata e priva di certezze nei comportamenti politici. Per questo, anche contro l'apparente evidenza dei fatti, ho considerato l'intuizione del PD in sé più lungimirante che fuori posto. Ora resta da vedere se si arriverà a qualcosa del genere prima che il tessuto sociale italiano crolli definitivamente, ma questo è un altro discorso.

Resta da capire se questo è quello che vogliono anche quelli di SEL (esiste un nome per i militanti?): perché sappiano che se continua così questa è la prospettiva che hanno davanti.

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