Jacopo Tondelli
Post Silvio
9 Maggio Mag 2012 1856 09 maggio 2012

Le “riforme strutturali” di Silvio? Le ha visto solo Monti

Neanche il tempo di difenderlo, ed ecco che Monti mi obbliga alla critica. Ieri scrivevo che non aveva senso tutto questo scandalo per la frase di Monti (“rifletta chi ha causato le conseguenze umane della crisi”), e che anzi chi aveva governato negli ultimi dieci anni (negando recisamente la crisi, ed anzi indicando i ristoranti sempre pieni) doveva prendersi qualche responsabilità in più di chi (bene o male) governava da pochi mesi.

Insomma, ieri ero soddisfatto per un atto di verità un po’ muscolare e non tattico (cosa rara in politica) e già oggi tocca segnare un’inversione a “u“ che il professor Monti poteva anche risparmiarsi. “Il governo Berlusconi ha fatto molto in termini di riforme strutturali, ma siamo convinti - e l’Europa e i mercati sono con noi - che questo sia il momento di fare di più”. Niente da dire, frase da manuale democristiano di antichissimo corso. Frase che non placa i bollenti spiriti del Pdl che, in 42, ufficialmente, chiedono a Monti di spiegare cosa voleva dire ieri.

Da queste parti, per quel che vale, ci troviamo a scuotere la testa. Berlusconi se n’è dovuto andare perchè quelle riforme strutturali, promesse con crescente foga retorica e minore credibilità lungo i decenni, non le aveva fatte. Se n’è dovuto andare perchè, proprio mentre le riforme servivano di più, pensava e si occupava tut’altro. Se le riforme strutturale fatte da Berlusconi fosse state così importanti, il professor Monti non sarebbe premier. Lo sa, lo sa Berlusconi, lo sanno tutti i parlamentari: compresi quelli che votarono con convinzione sulla buona fede di Berlusconi rispetto a Ruby familiare di Mubarak. Lo sanno insomma tutti: Monti non dica cose a cui nessuno può razionalmente credere. Uno così lo abbiamo già avuto, e non ci ha lasciato in eredità nemmeno una riforma - chessò - delle pensioni. 

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