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9 Maggio Mag 2012 1847 09 maggio 2012

L’esempio di Hollande: i tagli promessi li fa subito (e perdonate la demagogia)

Senza tecnici, senza tecnici che supervisionano i tecnici, senza commissionare studi e contro studi, senza tempi biblici. Sarà populista, sarà demagogico, sarà quel che volete ma il decreto con cui il neo eletto François Hollande ridurrà del 30 per cento gli stipendi del capo dello Stato, del primo ministro e dei membri del governo, è una mossa nella direzione giusta, tanto più considerando che la Francia non sta molto meglio di noi e che prima o poi qualcuno dovrà dirlo ai francesi. 

Ancora più giusta è quella contenuta nel secondo decreto, con il quale sarà stabilito un tetto alle remunerazioni dei dirigenti del settore pubblico: la forbice salariale dovrà essere compresa fra 1 e 20, vale a dire che un presidente o amministratore delegato di un'azienda pubblica non potrà guadagnare più di venti volte del suo dipendente meno pagato.

Così facendo Hollande non crea certo dei nuovi "ricchi poveri", come li chiamano gli inglesi (affluent deprivation). Secondo alcuni calcoli gli stipendi massimi dovrebbero aggirarsi sui 400-420 mila euro, comprensivi tredicesima, indennità, benefit vari. E se qualcuno teme che in questo modo si crei una fuga dei cervelli nel privato, viene da rispondere con Enrico Zanetti, il direttore di Eutekne.info: ma chi glieli dà nel privato 300 mila euro ai manager?

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