Fatti di Scienza
11 Maggio Mag 2012 0941 11 maggio 2012

Libertà e web: secondo la Cassazione i blog non sono stampa clandestina

Non si tratta di scienze, né di tecnologia. Ma di un fatto che avrà importanti conseguenze per tutti. In particolare per chi fa informazione sul web.

Ieri sera la Corte di Cassazione ha sancito che Carlo Ruta non è colpevole del reato di stampa clandestina. Il fatto, semplicemente, non sussiste. La notizie circola in Rete già da ieri sera e oggi Fulvio Sarzana ne ha offerto una ricostruzione più dettagliata, che si accompagna al comunicato che sta circolando su Facebook e su molti siti, giornalistici e non. Carlo Ruta e il suo www.accadeinsicilia.net, un giornale web attivo fin dal 2001, non sono stampa clandestina. Questo pronunciamento della Corte di Cassazione ribalta la condanna del 2008 confermata anche nel 2011 dalla Corte d'Appello di Catania.

Il fatto che Carlo Ruta non abbia mai registrato presso un tribunale il proprio sito non comporta il reato di stampa clandestina. E' una senteza che porta un grado di normalità in un Paese che nei suoi apparati sembra sempre capire poco di come funziona Internet. E' una sentenza che sancisce un diritto alla libertà di espressione che altrove sarebbe sembrata ovvia, scontata. Qui ha tenuto col fiato sospeso per anni persone che si sono impegnate per fare informazione, magari dal basso, magari andando a scandagliare luoghi e temi che i media non sono interessati a coprire.

Questo però non significa che si possa solo gioire. Restano da capire le motivazione della sentenza. Rimane da capire perché oggi in Italia sia stato necessario arrivare in Cassazione per vedere tutelato il diritto di esistere di un sito internet d'informazione. C'è da scandagliare il testo della sentenza per capire se è proprio tutto oro quello che lucicca. E rimane necessario che l'attenzione sulla libertà di informazione e sul diritto di espressione di tutti sia sempre alta. Con un dibattito pubblico che coinvolga sempre di più i cittadini e le istituzioni.

Insomma, rimane la buona notizia, ma c'è molto da fare, da stimolare e da capire. Per esempio, perché i sani principi di una legge come quella sulla stampa non siano in grado di adeguarsi immediatamente al reale; se non sia il caso di aggiornare qualche punto di una legge che sembra sempre almeno un passo indietro di quello che accade davvero nel Paese. C'è da capire se ci sono altre fessure dalle quali possono venire altri attacchi alla libertà di informazione e di espressione. Proprio in seguito alla sentenza che ha assolto Carlo Ruta vengono in mente domande anche semplici: se i blog e i siti web non sono (e non sono tenuti a essere) testate giornalistiche, coloro che vi contribuiscono con un lavoro - di fatto - giornalistico, come possono tutelare delle eventuali fonti? O ancora: possono appellarsi al diritto di cronaca e di critica?

Tante domande, solo qualche rara risposta. Come quella espressa dalla sentenza della Cassazione di ieri. Speriamoche oltre a ridare tranquillità a Ruta riesca ad alimentare una discussione pubblica a tutto campo su questi temi. (marco boscolo)

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