Trenta denari
14 Maggio Mag 2012 0820 14 maggio 2012

La Consob protegge la democrazia. Si occupi, piuttosto, dei nostri risparmi

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) è un’autorità amministrativa indipendente rivolta alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Si suppone, perciò, che è su questo che il suo presidente dovrebbe richiamare l’attenzione quando presenta la relazione annuale della Consob, con il suo “discorso al mercato finanziario”. Ma al presidente Giuseppe Vegas piace troppo volare alto. 

Eccolo quindi, di fronte al Capo dello Stato Napolitano e ai diversi esponenti delle società quotate, discettare di politiche macroeconomiche, di manovre di risanamento, di «scelte che possano garantire una crescita stabile», di appelli agli Stati europei, di eurobond. Sembrava di essere alle Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia, se non fosse che Ignazio Visco a Palazzo Mezzanotte, questa mattina, ci stava sì, ma in platea, fra gli invitati. Certi prodotti che ancora oggi vengono collocati allo sportello, la scarsa comprensibilità, per l’uomo della strada, dei prospetti informativi di tali prodotti e la difficoltà di recuperare i prospetti  sui siti delle banche che li collocano, lo stato penoso della governance di molte società quotate, la tempra “molle” di tanti, troppi consiglieri indipendenti, gli scandali finanziari, i collocamenti abusivi di titoli (v. Deiulemar): nulla di tutto questo è stato ritenuto degno di nota da Vegas.

Come autorevolmente detto da Leonardo Del Vecchio (il fondatore e azionista di Luxottica), «purtroppo è un vizio nazionale: tutti vogliono fare il mestiere di altri». Persino, nello stile degli altri: «Siamo a un bivio. Le politiche sin qui adottate si sono rivelate inefficaci. È giunto il momento di affiancare alle manovre di risanamento scelte che possano garantire una crescita stabile». Chi vi ricorda? Ancora: “dittatura dello spread” e poi «affidare il nostro futuro a un numero costituisce anche un modo di abdicare ai nostri doveri». La nostalgia dei tempi passati insieme con Giulio Tremonti, quando erano quest’ultimo ministro e lui viceministro, deve aver tirato un brutto tiro a Vegas. Addirittura: «La necessità di tutelare il sistema democratico dal continuo assalto della speculazione». Vaste programme. E dai distruttori seriali/predatori di ricchezza – ce n’erano diversi presenti in sala, ormai ogni senso di vergogna è smarrito – chi protegge, se non la democrazia, quanto meno i risparmiatori?

Dice Vegas che non si si può affidare a un numero il nostro futuro. Bisogna invece avere fiducia nelle istituzioni. «È proseguita l’azione di controllo della distribuzione dei prodotti finanziari, con lo scopo di rendere i comportamenti degli intermediari sempre più coerenti con lo spirito della MiFID, perseguendo il miglior interesse del cliente», afferma orgogliosamente. I tempi in cui allo sportello veniva rifilato di tutto alle vecchine e ai risparmiatori sprovveduti sono dunque finiti? I numeri sono impressionanti: in Italia, nel 2011, la Consob ha trovato 2 banche 2 meritevoli di sanzioni, per l’astronomica cifra complessiva di 460mila euro. Sono anche le uniche da quando è entrata in vigore la direttiva Mifid.

Twitter: @lorenzodilena

Leggi qui la Relazione 2011 della Consob

Sanzioni a banche, sim, sgr (fonte: Relazione Consob 2011)

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