Fuoriserie
15 Maggio Mag 2012 0721 15 maggio 2012

Perché ci mancheranno le Desperate Housewives

Otto anni. Otto stagioni. E' arrivata a morte naturale Desperate Housewives, la serie TV incentrata su un gruppo di donne, tutte vicine di casa in un sobborgo residenziale degli States. L'ultima puntata (tranquilli, niente spoiler) è andata in onda in America domenica sera, in Italia abbiamo ancora qualche settimana di tempo prima di salutare definitivamente Bree e compagne, dato che il finale di stagione è in programma per il 6 di giugno. Quest'anno la televisione seriale ha perso qualche storica icona: dr. House tra i medical, One Tree Hill tra i teen, Chuck tra le nerd-spy stories. Ma tra tutte le perdite quella maggiore è senza dubbio rappresentata da questo drama ABC decisamente leggero ma solo apparentemente superficiale. Le casalinghe disperate sono diventate, nel corso degli anni, delle vere e proprie icone della TV, ecco perché.

  • L'ironia

L'abito non fa il monaco. La serie ambientata a Wisteria Lane descrive una ricca periferia statunitense, che solo in apparenza sembra quieta e tranquilla, ma che nella realtà nasconde inquietanti misteri. Desperate Housewives fin da subito si è posta come obiettivo di spiare all'interno delle finestre dei sobborghi della middle-class: la case ordinate, le mogli sempre perfette (focose amanti e brave cuoche - graziose, bambine e puttane le definirebbe De André), i vialetti ben curati sono una pura facciata. La realtà è un caotico susseguirsi di segreti, spesso anche macabri (vi ricordate il corpo senza vita del marito della signora McCluskey conservato dentro un congelatore nello scantinato?). La serie ironizza su quello che sembra la perfezione della classe medio-borghese e offre una cronaca impietosa del sogno americano: stesso obiettivo che si è proposto Weeds, ma Desperate l'ha fatto "senza giocare sporco", senza puntare tutto su sesso, droga e rock'n'roll.

  • La sceneggiatura

Di Desperate Housewives tutto si può dire, ma non che non abbia una sceneggiatura superba, una delle migliori di tutta la TV seriale. Battute taglienti, frecciatine, ironici botta e risposta hanno caratterizzato la serie sin dalla prima stagione.

  • La commistione di generi

Ci ha fatto ridere, piangere, restare sull'attenti con l'adrenalina a mille: Desperate Housewives rientra tra le serie TV senza genere. O meglio, in quelle che includono tutti i generi: un po' drama, un po' comedy, a tratti thriller, a tratti soap opera. Questo è stato il segreto del suo successo: è stata in grado di attirare spettatori diversi, soddisfacendoli tutti nello stesso momento.

  • L'old fashion di un concetto retrò: il vicinato

E per ultimo uno dei motivi per cui questa serie ci mancherà così tanto è che ha messo in risalto un concetto ormai perso nel tempo: quello del vicinato. Nell'era in cui si comunica con i social network, in cui non sappiamo più nemmeno i nomi di chi abita nel nostro palazzo (figuriamoci nella nostra via), nell'era in cui ci sembra quasi impossibile trovare fidanzato/marito nella nostra città e in cui le relazioni a distanza proliferano, Desperate Housewives ha permesso di farci rivivere un po' di quella nostalgica sensazione in cui il mondo non ci sembrava poi così grande. Ci ha portato indietro nel tempo, prima che le tecnologie prendessero il sopravvento e le relazioni sociali face to face andassero perse. Ci ha fatto vedere il nostro ieri, ricordandoci quali sono le cose che contano. E scusate se è poco.

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