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17 Maggio Mag 2012 1000 17 maggio 2012

A Che Serve L'Accademia Durante la Crisi?

Là dov'è il pericolo, cresce anche ciò che salva.

Così recitava il poeta nel canto tedesco. Così, forse, dovremmo pensare la generatività dentro la crisi. Soprattutto per coloro che hanno la fortuna di vivere nell'Academia e di ricercare liberamente la verità, come molti dei motti universitari affermano, dovrebbero valere le parole del sociologo francese: "A noi che la miseria degli altri non impedisce di vivere, che essa non ci impedisca almeno di pensare. Non crediamoci tenuti a sragionare per testimoniare i nostri buoni sentimenti".

Se la crisis è la fase conclusiva della malattia, che conduce alla morte o alla guarigione, davanti ad essa il medico non deve commiserare il malato per ingraziarsi i parenti, ma deve aiutare il decorso a volgere verso la risoluzione positiva. Allo stesso modo dovrebbe agire in questa crisi l'uomo della conoscenza, riconoscendo che questo è anche il tempo favorevole a un rinnovamento spirituale.

Per fare ciò deve "ben pensare" e rifuggire dalla tentazione di essere maître à penser del risentimento o portavoce della miseria diffusa; deve anche liberarsi dalle mode intellettuali che servono alla carriera e temperare la richiesta di essere produttivo. Se il pensiero si misura solo rispetto alla sua funzione di utilità nel presente, finisce per diventare schiavo dell'esistente.

Oggi più che mai soffriamo la mancanza di luoghi di pensiero che "non servono" e che, proprio per questo, preparano a entrare con animo risoluto nel mondo, per abitarlo con parole inattuali, oltre lo Spirito del tempo e le sue imposizioni e, perciò, oltre la crisi.

www.generativita.it

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