Le Flâneur
17 Maggio Mag 2012 1150 17 maggio 2012

A passo di tartaruga. Elogio della lentezza

Cara lettrice, Caro lettore,
il Mondo è febbricitante e gira a velocità di tutto rispetto. Tutti adottano, per muoversi, un passo svelto, che non lascia il tempo al saluto cortese, giacchè amante e concubina degli accigliati è la fretta. Ritmi frenetici, spostamenti frenetici, teletrasporto. L'importante è darsi l'aria di chi è nella necessità di spicciarsi per arrivare a destinazione. Quale sia, poi, nessuno lo sa.
Proprio in questi giorni la pregiatissima Confcommercio ha reso noto che a Roma, Milano e Napoli ci si sposta a una velocità media di 15 km/h, con minimi (!) di 7-8 km/h nelle ore di punta. Sono dati, questi, sui quali impuntarsi e riflettere, perchè forieri dell'impossibilità di vivere urbanamente nelle metropoli italiche. Si converrà che già sette-otto km orari è un'andatura irriguardosa nei confronti di un gentiluomo a passeggio. Pur non volendo fomentare sentimenti rivoluzionari, sarebbe comunque ora di dire basta a pratiche così barbare e alienanti.
Già da qualche giorno, giust'appunto, nei club di gentiluomini del Belpaese ci si arrovella sul da farsi. Taluni signori propongono manifestazioni eclatanti che attirino l'attenzione sulla barbarie. Un parvenu si era spinto fino a suggerire di uscir di casa scappellati. Esempio tipico di oltranzismo stupido, proprio di chi si fa scarrozzare su grossi macchinoni a sirene spiegate.
Per fortuna, tra le frequentazioni di chi scrive non sono annoverati buzzurri e rozzuomini, motivo per il quale si è preferito impugnare il bastone da passeggio e avventurarsi lungo i meravigliosi marciapiedi cittadini. Dato che il sole splende in cielo e le nuvole invitano a seguirle, l'incedere sarà tipico del gentiluomo: 1 km orario.
Non ce ne vogliano la Confcommercio e il parvenu.

Cordialità
GianMaria D'Aspromonte

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