Massimiliano Gallo
Mi consento
17 Maggio Mag 2012 0841 17 maggio 2012

Quello che vuole Saviano sono 4,7 milioni di euro (per aver accusato Benedetto Croce di aver pagato una mazzetta)

Quello che non ho sono 4,7 milioni di euro. Per fortuna, però, Roberto Saviano non li chiede a me. Bensì al Corriere del Mezzogiorno, costola campana (e non solo) del Corriere della Sera. Perché vuole essere risarcito Saviano?

La storia risale addirittura al 1883, il terremoto di Ischia - per essere precisi Casamicciola - in cui Benedetto Croce perse i genitori e la sorella. Ecco, qualche tempo fa, l’autore di Gomorra raccontò in tv che Croce avrebbe offerto ai soccorritori dell’epoca una mazzetta di centomila lire. Ricorda Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno, che all’epoca per “le vittime del terremoto di Casamicciola, Papa Leone XIII, il papa della Rerum Novarum e della dottrina sociale della Chiesa, stanziò molto, ma molto meno: ventimila lire”. 

Il quotidiano campano ha ospitato un articolo di Marta Herling, nipote di Benedetto Croce, e segretario generale dell'Istituto italiano per gli studi storici, che espresse dubbi sull’autenticità. Al pari di altri studiosi ospitati sul giornale. Ecco, una normale disputa storiografica per Saviano diventa una campagna denigratoria e diffamatoria che va risarcita adeguatamente. 

Direte voi, e don Benedetto chi lo risarcisce per l’accusa mossagli da Saviano? Tranquilli, lui non ci tiene. 

p.s. Giustamente redarguito dal commentatore Geronimo, riporto qui il video in cui Roberto Saviano, intervistato da Enrico Mentana, replica alla nipote di Benedetto Croce. Saviano sostiene di aver citato esclusivamente un racconto dello sceneggiatore Ugo Pirro pubblicato su “Oggi”. E di non aver parlato mai di mazzetta, bensì di offerta ai soccorritori e che non vi era alcun intento diffamatorio nei confronti del filosofo. Per Demarco, invece, l’articolo di Pirro fa “riferimento a una fornte anonima probabilmente influenzata dalle polemiche che già al tempo divamparono sul terremoto dei ricchi. E quella di Croce era appunto considerata una famiglia ricca”.

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