Le Flâneur
18 Maggio Mag 2012 1534 18 maggio 2012

Storie di donne che vestono i mariti. Sono uomini o manichini?

Cara lettrice, Caro lettore,
pare che la fine del mondo, lenta ed inesorabile, sia sempre più vicina e si faccia beffa di secoli di istruzioni sul vivere maschile, tramandate rigorosamente di padre in figlio.
Il glorioso Daily Mail ha reso noti in questi giorni i dati di una graziosa e inquietante ricerca che descrivono in modo netto la fase discendente dell'uomo. Pare, e si sottolinei pare perchè è sempre bene diffidare delle ricerche condotte lontano dall'urbanità italiana, che buona parte degli uomini abbiano delegato alle donne della loro vita il compito di sceglier per loro i vestiti. Sentito un caro amico Oltremanica ha confermato preoccupato la tendenza.
Forse saranno preda di isterismi collettivi, ma questi sciagurati sostengono che sia più semplice così. Meno problemi, meno pensieri, meno tempo da spendere a misurar vestiti imbastiti. Dicono che è meglio passare le proprie giornate ad occuparsi fruttuosamente di cosa più serie, come ad esempio fare soldi. Se già questo non fosse troppo, pare che gli uomini non sappiano persino più annodarsi la cravatta, tanto da lasciar sempre alle donne l’incombenza di renderli presentabili in Società.
Quella che può sembrare una stupida questione da attempato conservatore, in realtà nasconde ben altro. A molti apparirà ovvio e non se ne abbiano a male le Signore, ma vestirsi da uomini non è affar assolutamente da donne. Le graziose creature che il Cielo ha mandato in terra per illuminarci le giornate, siamo sicuri, indicherebbero al proprio uomo di indossare camicia, cravatta e fazzoletto da taschino dello stesso colore e tonalità. Se ne vedono in giro di codesti individui. Di solito indossano anche delle giacche che a stento coprono la cintura in lunghezza e i loro pantaloni sono così attillati che il risvolto, quando c’è, si abbarbica su per il polpaccio e ostinatamente non abbandona la posizione conquistata. Parliamo di parvenu facili da individuare nei club per gentiluomini. Di solito rimangono in un angolino oppure ridono fragorosamente. In cambio, però, ricevono il cortese diniego di chi con loro non vuol stringere un patto: né di fraterna e leale amicizia, né tantomeno di affari.
Lo si faccia sapere ai sudditi degenerati di Sua Maestà Elisabetta II, Regina del Regno Unito e degli altri Reami del Commonwealth.

Cordialità
GianMaria D’Aspromonte

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