GeniusLoci
22 Maggio Mag 2012 1306 22 maggio 2012

NIENTE CATARSI, PER FAVORE

Mentre crolla l’affluenza elettorale e si dissolvono personalità, riti e rituali che hanno caratterizzato la vita politica del Paese degli ultimi vent’anni, mentre la terra trema inghiottendo vite e strutture, mentre la follia riporta il terrore nella quotidianità di un popolo che credeva di averlo seppellito, è importante, anzi fondamentale, non lasciarsi sedurre dall’idea di un crollo generale del sistema-Paese, magari da lasciar avvenire, magari da accompagnare.
L’incanto della catarsi, lo si è visto nel quadro elettorale, è potente: bruciare tutto e ricostruire.
Invece no.
Ora più che mai è invece necessario rimboccarsi le maniche e ripensare forme e strategie del nostro vivere insieme. E’ necessario non affidarsi allo spontaneismo o al volontarismo (pur importantissimi, ma non sostenibili sul lungo periodo) ma attivare le energie e le risorse presenti sul territorio. Se la fantasia della tabula rasa è ciarpame da adolescenti, è però nel momento della frattura, del dolore, che spesso l’essere umano mostra che è possibile vivere, pensare, fare in un altro modo. Il problema è aiutare il singolo a mantenere questo slancio sul lungo periodo: e solo la politica, nel suo senso più nobile, può farlo.

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