Jacopo Tondelli
Post Silvio
23 Maggio Mag 2012 1242 23 maggio 2012

La differenza tra Montezemolo e il coraggio (che serve per fare politica)

L’utilizzo del condizonale alla lunga stanca. Questa almeno la mia sensazione, oggi, leggendo la lunga risposta che il presidente di Italiafutura e di Ferrari Luca Cordero di Montezemolo ha inviato al Corriere della Sera, in risposta a un editoriale di Pierluigi Battista pubblicato dal Corriere sabato scorso. Battista gli chiedeva, in soldoni, se Montezemolo sarebbe stato della partita o no. Se la sua Fondazione Italiafutura sarebbe diventata partito, cosa che nei salotti e nei giornali (nel paese per ora un po’ meno) ci si chiede ormai da anni.

Domanda secca, risposta fumosa. Una lunga lettera arriva oggi sulle pagine del Corsera, e alla domanda-chiave risponde così: “Italiafutura potrebbe anche diventare nei prossimi mesi un movimento politico a tutti gli effetti e presentarsi alle elezioni del 2013”. E poi via a spiegare che la decisione sarà discussa da tutti quanti partecipano al progetto, e ancora che: “Quel che posso dire con certezza già oggi è che, se Italiafutura deciderà di presentarsi alle elezioni, lo farà rispettando i propri valori e le aspettative di profondo e autentico rinnovamento di chi vi ha preso parte. Non siamo interessati ad alleanze gattopardesche né a fare da paravento a operazioni di finto rinnovamento che siano ispirate alla filosofia del «tutto cambi affinché niente cambi». Anche per questo, nei giorni scorsi, abbiamo tenuto a smentire, in maniera netta e categorica, che vi siano in corso colloqui con questo o quel partito. Ciò non vuol dire mantenere «tutto sul vago».”

Insomma, un po’ sul vago Luca di Montezemolo ci resta, e non disspia le nebbie la proposta (come non essere d’accordo?) di una spesa pubblica più leggera a tutto vantaggio di un fisco meno oppressivo. Difficile non ricordare, al cospetto di questa ormai infinita  melina, cosa fece circa vent’anni fa un certo Silvio Berlusconi. In estate disse che a Roma avrebbe votato Fini contro Rutelli. A fine anno annunciò che scendeva in campo. A fine marzo vinse le elezioni. Soldi, mezzi, televisioni. Certo, ma anche conoscenza del suo paese e il coraggio di chi sa che - come dice spesso un mio socio e amico - “se non ci provi non ci riesci, e se ci provi non è detto che vada male”.

Filosofia di vita tipica di chi fa un mestiere preciso: quello dell’imprenditore. Che vive delle sue idee, della sua capacità di rischiare, e che attorno a un progetto e alla voglia di vederlo realizzato sa creare vera empatia e passione. Manager e consulenti fanno un altro mestiere, e di solito hanno un’altra testa. E Montezemolo a quale categoria appartiene?

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