Andrea Tavecchio
Fisco e sviluppo
27 Maggio Mag 2012 1802 27 maggio 2012

Tagli alla spesa: Giarda ad aprile parlava di 5 miliardi, ora sono 100. Come mai?

Cosa è successo tra il 10 aprile 2012 giorno in cui il Ministro Giarda a La Stampa quantificava in 5 miliardi il possibile intervento sulla spesa e oggi quando lo stesso Ministro a Radio Vaticana (qui potete sentire l’audio) parla di almeno 100 miliardi aggredibili subito e di altri 300 nel medio-lungo periodo?

Azzardiamo tre riflessioni. La prima è che il Governo abbia capito che non esistono rendite di posizione che garantiscono un futuro (anche politico?) se il paese sbiella fiscalmente. Sia la prima che la seconda Repubblica sono cadute su troppe tasse, troppa spesa e bassa crescita. Abbassare le tasse tagliando la spesa è l'unica salvezza possibile.

La seconda. Nessuno, tranne forse l'Italia dei Valori, tra le formazioni in Parlamento è in grado oggi di andare alle elezioni a settembre sia per motivi elettoriali sia perchè non saprebbe in quale condizioni finanziarie internazionali il Paese ci arriva. Ci sono ancora troppe incognite. Il Governo, inaspettatamente, ha probabilmente una finestra temporale fino alla fine dell'autunno.

La terza è legata al fenomeno "Grillo". Leggendo (specie i blog naturale fonte per capire i fenomeni anti èlite o forse più in generale la società) e parlando con un pò di amici mi sono convinto che sia un movimento meno antagonista di quello che si pensa dall'esterno. Sembra un mix tra ambienti cattolici di estrazione oratoriale e movimenti anti Stato più simili al Tea Party che ai No Global. Insomma anche l'incombente politico non sembra ostile alla spending review. Anzi.

Il Governo adesso può provarci veramente. Ci sono 6 mesi di opportunità.

twitter @actavecchio

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