Cazza la randa
28 Maggio Mag 2012 1533 28 maggio 2012

Cari parlamentari di Pdl, Pd e Udc:l'azzeccagarbugli lasciamolo al Manzoni!

Sabato mi imbatto, non solo per pura tensione al masochismo, nelle nuove norme sul finanziamento ai partiti. Il testo, frutto del compromesso al ribasso tra il trio ABC e della sintesi tra le 17 proposte di legge che sul tema sono state presentate dall’inizio della legislatura, è semplicemente un mostro giuridico. Comprensibile per chi, come il sottoscritto, maneggia con sufficiente sicurezza il diritto. Ma inavvicinabile da parte di un semplice cittadino che abbia la comprensibile curiosità di andare a vedere il lavoro dei nostri parlamentari su un tema così scottante.

È tutto un rimando ad altre norme, che vengono così modificate, ampliate o mutilate. Ed allora il comma 2 dell’articolo 1 modifica il “comma 5 dell’articolo 1 della legge 3 giugno 1999, n. 157 e successive modificazioni”; mentre il comma 3 abroga “l’articolo 1, commi 1-bis e 5-bis, della legge 3 giugno 1999, n. 157, l’articolo 2, comma 275, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, l’articolo 5, comma 4, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, l’articolo 6, commi 1 e 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111”. Il percorso ad ostacoli per il povero lettore prosegue all’articolo 4, che, rispetto “all’articolo 9 della legge 10 dicembre 1993, n. 515 e successive modificazioni” sostituisce il comma 2 ed il comma 3. Ed ancora, l’articolo 5 prevede che “a decorrere dal 2013, il comma 1-bis dell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, in materia di detrazioni per oneri” sarà sostituito da un nuovo comma.

Più si va avanti nella lettura e più le acrobazie dei rinvii al altre norme divengono spericolate. Cosicché l’articolo 6 sancisce al comma 2, che “i partiti e i movimenti politici di cui al comma 1 si avvalgono di una società di revisione iscritta nell’albo speciale tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa ai sensi dell’articolo 161 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, o, successivamente alla sua istituzione, nel registro di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39”. Lo stesso articolo 6, al comma 9, prevede poi che “all’articolo 8 della legge 2 gennaio 1997, n. 2, e successive modificazioni”, vengono apportate alcune modifiche ai commi 1, 14, 2, 10, 10-bis.

Per non farsi mancare proprio nulla, nel comma 1 dell’articolo 7 si stabilisce che “all’articolo 4, terzo comma, della legge 18 novembre 1981, n. 659, e successive modificazioni, la parola: « cinquantamila » è sostituita dalla seguente: « cinquemila »; mentre al comma 2 si legge che “all’articolo 7, comma 6, della legge 10 dicembre 1993, n. 515, e successive modificazioni, le parole: « superiore ad euro 20.000 » sono sostituite dalle seguenti: « all’importo di cui all’articolo 4, terzo comma, della legge 18 novembre 1981, n. 659, e successive modificazioni ».

Dulcis in fundo, il comma 3 dell’articolo 8, sancisce che “alla legge 5 luglio 1982, n. 441, sono apportate” modificazioni in quattro parti. Grazie a Dio, l’ultimo articolo della nuove norme è sostanzialmente privo di rinvii a norme che vengono modificate ed è anche per questo sufficientemente decifrabile.

Dal quadro sinteticamente esposto e offerto dal"lavoro" di un'Assemblea Legislativa quanto meno non completamente sana di mente, sorge spontanea una domanda: perché i nostri attuali parlamentari, molti dei quali speriamo proprio di non vedere più seduti né a Montencitorio né a Palazzo Madama, non prendono qualche lezione serale di diritto? Mica per emulare i grillini, che ala prova della attvitià legislativa, dobbiamo ancora vederli. Ma forse potrebbe essere la volta buona, seppur con grave ritardo, che imparano a legiferare in modo più trasparente e comprensibile ai propri elettori!

p.s. : il Senato non ha ancora inserito la discussione sulla legge nel calendario dei lavori, in attesa che alla Camera sia completato il lavoro di revisione del testo e di migliore coordinamento degli emendamenti!

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook