Mondo Calcio
28 Maggio Mag 2012 1548 28 maggio 2012

E Luciano Moggi fa il garantista

C’è di tutto nella sfilza di dichiarazioni che hanno accompagnato gli arresti compiuti nell’ambito dell’inchiesta “New Last Bet”. Non mancano, com’è naturale, gli appelli al garantismo, gli inviti a evitare i giudizi impulsivi e a non emettere condanne prima che a pronunciarsi sia stata la Giustizia, ordinaria e sportiva. E come non condividere tali appelli al buon senso?

Fa sorridere però se a pronunciarsi in tal senso è Luciano Moggi, radiato dalla Figc per i fatti di Calciopoli e condannato per violenza privata e per promozione di associazione a delinquere. Uno, insomma, per il quale qualche sentenza è già arrivata e che oggi dovrebbe come minimo astenersi dal commentare tutto ciò che attiene al connubio tra calcio e tribunali.

Eppure l’ex dg juventino ha voluto intervenire in difesa di Antonio Conte (indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva), precisando che “bisogna fare attenzione prima di giudicare una persona che poi magari viene dichiarata innocente, e ricordarsi che dietro ci sono anche delle famiglie e delle storie di vita che vanno tutelate”.

Per il resto Moggi ha colto l’occasione per difendere sé stesso, riproponendo il vecchio principio del “così facevano (e continuano a fare) tutti”. “Era marcio il sistema che era stato indicato prima di Moggi – si è chiesto - oppure è marcio il sistema in sé? Coloro che stanno a capo del sistema se ne stanno tranquilli a vedere e a prendere atto delle cose”.

E se lo dice Luciano Moggi c’è da crederci.

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