Club House
28 Maggio Mag 2012 0859 28 maggio 2012

Fuorigioco

Per la cabala, potrebbe anche portare bene: nel 2006 l'Italia di Marcello Lippi vinse il Mondiale e un popolo intero saltò sul carro dei festeggiamenti dopo essersi indignato per lo scandalo che da lì a poche settimane avrebbe spedito la Juventus in Serie B e messo al bando Luciano Moggi, assegnato scudetti in tribunale all'Inter e azzoppato il Milan. L'allora ministro per le Politiche giovanili (che roba sono?) Giovanna Melandri suggerì addirittura che Lippi - in qualità di ex allenatore bianconero - non avrebbe dovuto guidare la nazionale in Germania, salvo poi sventolare il tricolore dopo la finale con la Francia. A sei anni di distanza, da Calciopoli si è ritornati al calcio scommesse e chissà che non arrivi una soddisfazione dagli Europei ormai alle porte.

Al di là delle scaramanzie, lo si era detto quasi un anno fa che il calcio non è sport, ma gioco. L'autore si prese le sue, ma il tempo ripaga. Raccoglie enormi interessi che vanno tutelati, con le buone e con le cattive: è dal giugno 2011 che l'indagine della procura di Cremona prova a far luce sul giro di scommesse, tra primi arresti eccellenti (Beppe Signori e Cristiano Doni), pentiti che dicono di svelare la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità per ricevere in cambio lo sconto di pena. Poi è questione di tifo: Antonio Conte è indagato e la sua abitazione questa mattina è stata perquisita e chissà come si staranno fregando le mani i sostenitori rossoneri. E Meani ne starà discutendo al telefono con Galliani.

Dunque, scommesse e partite truccate. Francesco Clemente è convinto che Buffon debba lasciare gli Azzurri per via di queste parole: «Se a due squadre va bene un risultato sono affari loro. A volte, pensandoci bene, cosa devi fare? In alcuni casi si dice: meglio due feriti che un morto. Penso che ogni tanto sia anche giustificabile fare qualche conto». Francesco è interista e finge di non ricordarsi, evidentemente, di quel Lazio - Inter durante il quale i tifosi biancocelesti gioirono per il successo della formazione di José Mourinho: valeva praticamente lo scudetto, a discapito della Roma. Era un risultato combinato: ai laziali andava bene perdere, non gliene fregava di ritrovarsi in piena zona retrocessione purché i romanisti soffrissero.

Dai campi di Serie A a quelli di Terza categoria, non è una novità: la stagione si sta per concludere, c'è chi ha bisogno di uno/tre punti per vincere, chi per salvarsi e di fronte si ritrova una squadra che non ha niente da chiedere e si presenta sul terreno di gioco scazzata, senza stimoli. Oppure ci sono Svezia e Danimarca che agli Europei di Portogallo fanno il biscotto per eliminare l'Italia di Trapattoni e casualmente pareggiano 2-2. Su, non finiamo in fuorigioco. Buffon non ha svelato alcuna indicibile verità. Il calderone del calcio è stracolmo di ovvietà e comportamenti sportivamente ambigui, di simulazioni. Ma sono le regole del gioco.

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