Signorina Frida
28 Maggio Mag 2012 2031 28 maggio 2012

Nessuno è profeta in patria?

Grazie alle sue capacità straordinarie e al suo eclettismo intellettivo, vince un premio di mille lire dalla Fondazione Rolli ed è proprio sulla banconota da mille lire, coniata nel 1990, che appare, per la prima volta, la sua effige, una scienziata italiana famosa in tutto il mondo ma non in terra natia perché, come tuona giustamente l’espressione evangelica, nessuno è profeta in patria, verità più che vera in Italia, dove sono tanti, anzi troppi, i casi di personaggi illustri che hanno subìto l’onta dell’emarginazione per le proprie idee rivoluzionarie e sono stati costretti a diffondere il seme della propria genialità altrove.
Maria Montessori è quasi sconosciuta ai più, nonostante sia stata tra le prime donne a laurearsi in medicina dopo l’Unità d’Italia nel 1896 e si sia affermata in tutto il mondo, ottenendo riconoscimenti e prestigio, per la sua attività di pedagogista, filosofa, medico, scienziata, educatrice e volontaria.
Inizia a dedicarsi al recupero di bambini con problemi psichici e si avvicina alla letteratura scientifica francese del primo Ottocento, impegnata a rieducare, attraverso una serie di esperimenti, i fanciulli selvaggi allevati da animali. Partecipando a numerosi convegni pedagogici in varie città europee, entra in contatto con le nuove tecniche di rieducazione dei minorati mentali e contribuisce all’emancipazione femminile. Determinata ad occuparsi di educazione, decide di iscriversi al corso di laurea in filosofia per adeguare le sue conoscenze e competenze nell’ambito didattico-educativo e nel 1907 apre la prima Casa dei bambini, in cui applica una nuova concezione di scuola di infanzia, “Il metodo della pedagogia scientifica”, testo tradotto ed accolto in tutto il mondo con entusiasmo, tant’è che viene definita “the most interesting woman of Europe” negli Stati Uniti.
Emarginata dalla cultura fascista, nel 1934 giunge l’ordine di chiusura di tutte le scuole Montessori e, quello stesso anno, anche Hitler ne ordina la chiusura in Germania e Austria, dove vengono persino bruciati i suoi libri. Costretta ad abbandonare l’Italia, continua a viaggiare e a diffondere le sue teorie educative che si estendono ora all’educazione di tutti i bambini.
Il principio attivo del suo pensiero educativo è la libertà dell’allievo, perché solo la libertà favorisce la creatività innata nel bambino e dalla libertà deve emergere la disciplina; l’infanzia è un momento di intensa fantasia, durante la quale i bambini non devono fare alcuno sforzo cognitivo: c’è in loro una naturale e spontanea attitudine all’apprendimento e all’interesse verso il mondo esterno, poiché la natura gli suggerisce cosa fare, quando e come. Il dovere di ogni educatore è far affiorare le tendenze innate dei piccoli, dove l’ambiente stesso sia in grado di suscitare gli interessi del bimbo, stimolandolo nelle attività individuali e collettive. Anche gli arredi devono essere pensati e studiati tenendo conto della corporatura e dell’età dei piccoli: tutto è all’insegna della fragilità, in modo da rivelarne l’utilizzo sbagliato e la mancanza di rispetto; le attività didattiche devono essere strutturate in modo tale che il bimbo possa svolgere personalmente il suo lavoro e il controllo dell’errore non sta nella supervisione dell’adulto ma nel successo dell’azione.
Viaggiando qua e là per l’Europa, mi sono imbattuta in parecchie scuole montessoriane, soprattutto in Svizzera e Germania, ma ce ne sono molte anche in Gran Bretagna, Francia, Olanda, e la dottoressa è arrivata persino in Australia, Messico, Ecuador, Cile, Sudafrica, India e Tanzania; si contano 20.000 scuole Montessori al mondo, ma poche in Italia, uno dei Paesi che, scioccamente, non ha sostenuto questo metodo educativo. Anche il Giappone, dove il percorso scolastico è fortemente competitivo, si è aperto a questa metodologia, così come la Cina e la Corea.
I “figli della Montessori” primeggiano nei test per attenzione, puntualità, reattività, spirito di iniziativa, entusiasmo e capacità di adattamento: Larry e Sergey, fondatori di Google, Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, Jeff Bezos, fondatore di Amazon, Eric Allin Cornell, Premio Nobel per la Fisica nel 2001 e Woodrow Wilson, ventottesimo Presidente degli USA, sono alcuni dei figli della dottoressa di Chiaravalle.
E dunque, torniamo alla lira, almeno gli italiani impareranno a (ri)conoscere uno dei personaggi più illustri della nostra storia e smetteranno di crucciarsi dell’euro.

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