Intervistato.com
29 Maggio Mag 2012 1541 29 maggio 2012

Alessio Jacona su Intervistato.com #ijf12

■ Chi è Alessio Jacona?

Per la serie Intervistato Journalism Festival direttamente dal Festival del giornalismo di Perugia, abbiamo avuto il piacere di intervistare Alessio Jacona, giornalista ed esperto di nuovi media italiano.

La prima domanda posta riguarda proprio il mestiere del giornalista e come eso sia cambiato attraverso e grazie ai nuovi media digitali. Jacona descrive questo momento come il vertice di una evoluzione che perdura da anni e che in un primo momento è stata accolta con diffidenza e resistenza dagli addetti ai lavori, i quali tuttavia ora si trovano ad accettarla come un dato di fatto, domandandosi come gestirla.

Cita poi Mark Jones della Reuters che dice: “il mestiere del giornalista si sposta dallo scoop a tutti i costi alla content curation“. Il ruolo del giornalista cambia, continua Jacona, nel momento in cui il giornalista è online e le notizie (gli scoop) è in grado di intercettarle intervenendo a posteriori sfruttando tutti gli strumenti offerti dalla rete e dai media tradizionali andando a creare un approfondimento, una contestualizzazione ed una analisi della storia che solo la competenza del giornalista può produrre. Un ruolo quindi non di filtro ma di strutturazione dell’informazione.

Ci siamo poi fatti spiegare cosa sia la content curation che, secondo Jacona, è il saper scegliere gli strumenti e riconoscere quelle che sono le vere notizie, raccogliendole e poi “ricostruendole dentro un frame nuovo più ricco, perché completo di rimandi e di uno storytelling” basato sul materiale raccolto ma frutto della competenza” per poi rilanciarlo su quegli stessi strumenti da cui i vari frammenti sono stati raccolti.

Ultimamente abbiamo visto un grande interesse verso un cambiamento degli strumenti da cui un giornalista (e non solo) può reperire e veicolare le notizie. La tendenza svolta verso una forma più Visual ma anche più facile da utilizzare per gli stessi utenti. Abbiamo chiesto cosa e in che modo questo potrebbe cambiare le cose nella fruizione del servizio. Prima di entrare nel vivo della risposta Jacona cita nuovamente una massima (che è poi anche una verità) di Jones: “le informazioni stanno su Twitter, il pubblico su Facebook” dove nel primo le notizie scorrono a macchia d’olio mentre nel secondo rimangono chiuse in un contesto più circoscritto ma non per questo privo poi di pubblico.

Detto questo tornando alla domanda Jacona ci conferma che è indubbio il grande successo di quella comunicazione basata su infografiche o immagini complesse in cui sono riassunte grandi quantità di dati, modello che però vira nuovamente “verso una semplificazione dell’informazione nel tentativo di renderla più fruibile o accessibile a chi quell’informazione non è più abituato a leggerla o non ne ha più tempo per leggerla“. Cita il caso di Pinterest, social network che si basa proprio sulla condivisione di immagini. Si possono trovare “foto notizia” dove in una sola immagine è racchiuso il senso e il succo della notizia, l’estrema sintesi del giornalismo, oppure infografiche (la maggioranza) dove sono racchiusi, organizzati e resi immediatamente fruibili anche a non esperti grandi quantità di dati. Questo però, nonostante la sua popolarità, non sarà il futuro dell’informazione ma più facilmente sarà parte integrante di un contesto più ampio.

Abbiamo poi parlato ancora di informazione, social network e integrazione tra gli stessi.

Invito tutti a visionare l’intervista, molto ricca di spunti e riflessioni. Buona visione!

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