Bestie e Sovrani
29 Maggio Mag 2012 1302 29 maggio 2012

Terremoti morali, terremoti materiali.

L’Italia trema: in un breve lasso di tempo è caduto un governo, si è avventata la crisi, ed è tremato il terreno.

Dopo l’Aquila, oggi l’Emilia. Dopo le mignotte del nano, ci sono toccate le lacrime del coccodrillo.

L’Italia trema, e gli italiani stanno fermi. Le case crollano, e gli italiani stanno fermi. Le tasse diventano ingestibili, e siamo tutti fermi.

Ma perché stiamo fermi?

Siamo fermi, perché siamo già morti.

La democrazia è svenuta sotto il peso del denaro, la speranza per il futuro dei terremoti si è spenta dopo aver visto, ancora oggi, un Abruzzo identico a quello del sisma e la voglia di cambiare sembra passare, a tanto siamo arrivati da un grillo parlante che vede in internet, e nei blog, l’unico spiraglio per il tricolore.

Ma noi siamo sempre morti.

Siamo morti perché siamo impotenti. Perché pensavamo che l’uomo potesse essere meglio della Natura, che l’animale benvestito ed elegante potesse sentirsi superiore alle fattezze del brutale. Pensavamo, e siamo rimasti sepolti dal peso del cemento.

Siamo morti, noi Italiani, perché abbiamo creduto alla storia della Democrazia: che il potere fosse del popolo tutto, e invece è di pochi. È di pochi perché la X sulla scheda elettorale elegge un vuoto, che poi verrà riempito da qualcuno con mignotte, avvocati e faccendieri; è di pochi, questo potere, perché per salvarci da quel vuoto devono annegarci nel sempre più vuoto volto di un’Europa che non esiste, ma batte cassa di continuo.

Siamo morti, perché siamo stati ammazzati.

Siamo stati ammazzati dalle promesse, dal calcio truccato che avvelena le Domeniche degli operai in cassa integrazione, dal Nobel per la Pace ad un uomo che dichiara guerra a Libia e Siria per “esportare” la democrazia a colpi di fucile, e da una Chiesa che è tutta documenti segreti, soldi, lingotti e croci d’argento.

Voi ci avete ammazzato.

Ci avete ammazzato violentando i bambini vestendovi da profeti di un Cristo morto per tutti, eleggendo le vostre dame da compagnia nei consigli regionali, e relegando l’immagine della donna nei meandri dei diritti.

Ci ammazzate ogni giorno, voi che trucidate gli animali trasformandoli in prosciutti, voi che chiamate innaturale l’amore tra due uomini o due donne, voi che non capite il perché della transessualità, che pensate che il mondo sia tutta questione di “destra” e di “sinistra”.

Voi che ammazzate … proprio voi, che avete trasformato il futuro in paura, non avrete anche i nostri figli.

È per loro che parliamo anche da morti, e che non vi lasceremo tregua.

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