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30 Maggio Mag 2012 1817 30 maggio 2012

Nell'era Monti, Doria vara una giunta “tecnico-politica”. Banco di prova per il 2013?

Il sindaco di Genova, Marco Doria, ha presentato oggi la sua squadra di governo per amministrare nei prossimi cinque anni il capoluogo ligure. Una giunta “femminile” con sei donne assessore su undici posti a disposizione, ma non è questa la chiave di lettura più importante. Il vero aspetto interessante è la composizione professionale della giunta: ben sette assessori tecnici e solo quattro politici “puri”.
Non è una novità assolta. Lo hanno già fatto Giuliano Pisapia a Milano e Massimo Zedda a Cagliari però l'hanno fatto in tempi diversi quando era ancora lontano il “governo dei tecnici” di Mario Monti. Genova, in questo senso, è la conferma della nascita di una nuova formula politica in cui i partiti lentamente abbandonano i propri “quadri interni” per promuovere tecnici in ruoli di governo. C'è anche l'aspetto ideologico dietro tutto ciò: è più facile per la sinistra trovare tecnici disposti a metterci la faccia rispetto al centro-destra. Ma non ci si deve fermare a quello.
Marco Doria, nobile, accademico, amico di don Andrea Gallo, ha scelto parole sobrie per presentare la sua giunta: «Ho usato i criteri di serietà, rigore e competenze», ha detto lanciando la sua personalissima sfida all'ombra della Lanterna. D'altronde qualcosa di rilevante l'ha già fatto vincendo le primarie con Sel (sconfiggendo il Pd), sfiorando l'impresa al primo turno (48,3%) e consacrandosi al ballottaggio.
Ad un anno dalle nazionali riuscire a varare una giunta che rispetta il proprio elettorato di riferimento ma si allarga a tecnici segnerà senz'altro la strada verso il 2013.

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