The Jerk
Bollito duro
31 Maggio Mag 2012 0752 31 maggio 2012

La parata militare come simbolo di potenza: per come siam messi, dovrebbero sfilare le scatolette di Viagra.

Ullallà. Quante polemiche, su questa vicenda del 2 giugno. Il tam tam sui social network, a sentir le cronache, è stato inesorabile. Il mantra ricorrente era riconducibile a una considerazione del tipo: " Si eviti lo sperpero di denaro pubblico in inutili festeggiamenti e lo si destini alle popolazioni colpite dal terremoto". Giusto. Anzi: ineccepibile. Le obiezioni, a tal proposito, sono forti come il senso del pudore (e l'intelligenza emotiva) di Bèlen Rodriguez: nulle.

Ma, naturalmente, la parata si farà ugualmente. Detto ciò riflettevo questa sera in generale sulla festa del 2 giugno, Festa della Repubblica. A parte immaginare che la gran parte dei nostri connazionali, sul 2 giugno, quest'anno penserà cose del tipo: "mavaffanculo, proprio di sabato deve cadere 'sta festa del cazzo, che non solo non mi fa fare un giorno di festa in più, ma magari mi fa chiudere il Penny Market e io la spesa - dio buono - non posso farla. 'Fanculo la repubblica, giornale e forma di governo!", a parte questo, dicevo, mi pare che il tema della "parata" meriti un pensierino rapido.

Ci voleva un terremoto, perbacco, per farci capire quanto inutile, costosa, tronfiamente roboante di vacua flatulenza, retoricamente demodè, fosse questa "parata".

Premesso il fatto che fare una parata per festeggiare la Repubblica nella via dei Fori Imperiali, mi par già una presa per il culo (che so, si poteva pensare di farla a Piazza del Popolo, visto che è il popolo che dà corpo a una Repubblica, non l'Impero), penso che tale evento sia di una inutilità monumentale. Imperiale, direi.

Infatti, cosa mi rappresenta la parata di polizia, crocerossine, finanzieri, bande militari, militari, cani e cavalli, di fronte a G.I. Joe Napolitano, di fronte a Fini e a Schifani che così sentono che, una volta l'anno, la loro esistenza ha un senso? Di fronte al volenteroso volontario Mario Monti e ai suoi ministri che così, magari, potranno salutare con la manina i loro figli, consorti, nipoti dal palchetto d'onore gonfiando il petto? A che serve, insomma, questo sfoggio di una potenza impotente che poi ai poliziotti, ai carabinieri, ai finanzieri che cacciano mafiosi, corrotti, stragisti, tesorieri e sottosegretari, lo Stato in tappeto rosso taglia anche i soldi per fare la benzina alle auto di servizio?

Non sarebbe meglio usare il 2 giugno magari per fare quello che suggerisce Gabrio Casati in "Luigini contro Contadini", ossia riflettere se non sia fottutamente vero che :

" [...]L'Unità d'Italia, come tutte le esperienze non più pienamente di successo, deve essere rivista nella sua pratica attuazione, oltre che nella sua astratta valenza politica".


No. Dobbiamo fare la Parata: non rompeteci i coglioni. La si farà, senza Frecce Tricolore e senza cavalli, (dove stia il nesso, proprio non lo capisco: che le frecce costino, ci arrivo. Ma i cavalli, cosa fanno di così costoso, oltre a cacare tortini nuziali di letame odoroso ogni sei passi? mah, non ci arrivo) ma, anche se un po' di mondo è cascato, la Parata la faremo. Tiè.

A mostrar che cosa poi, lo sanno solo loro. In questi casi, la regola della retorica dice che si dovrebbe dar sfoggio della potenza di fuoco di uno Stato vero. Ma il nostro Stato - che quanto a credibilità e autorevolezza pare ispirato al Woody Allen di Bananas e quanto a potenza di fuoco è subalterno alla 'ndrangheta - quale potenza sfoggia?

Forse, se di potenza dobbiam far pompa, visti i nostri fulgidi recenti condottieri, sarebbe meglio far sfilare degli uomini sandwich vestiti con le scatoline del Viagra. Vuoi mica vedere che il cuore dei nostri prodi capitani si metta a battere davvero (e magari qualcuno ci resta secco, anche) e il nerbo moscio di questa nazione impotente ritrovi, per incanto, una sua seppur chimica turgidità?

Burp

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