Bestie e Sovrani
31 Maggio Mag 2012 1638 31 maggio 2012

Se il Papa fosse Dio.

Poche parole, perché anche quelle sono finite.

Il Papa, in occasione della settima edizione del “Family 2012”, andrà a Bresso, vicino Milano, a fare il suo show in un palco stile Woodstock.

Non credo, non ho mai creduto, ma non è questo il problema.

In parte, nonostante ciò che si dice in giro sul web, il problema non è neanche il palco in sé e, volendo essere larghi di manica, non sono neanche i soldi pubblici che verranno bruciati in un solo giorno e che potrebbero essere dati ai terremotati emiliani.

Il problema è, diciamolo chiaramente, cosa viene a fare il Papa a Milano: ovvero cosa rappresenta questo fantomatico “Family 2012”.

Il “Family 2012” è il festival dell’ipocrisia più totale, in cui si celebra un concetto importante, ma inesistente e meschino nella forma in cui viene celebrato, la “famiglia”.

Perché la famiglia che verrà celebrata dal Papa, dal pulpito del suo palco di Bresso, è quella fatta di un uomo, una donna, e uno o più bambini.

La famiglia del Papa è una famiglia che esclude, che cancella tutte le altre realtà familiari dell’universo contemporaneo.

Che ne è delle famiglie fatte da due uomini, da due donne, da transessuali, da persone non sposate, da chi adotta perché omossessuale o da chi ricorre alla fecondazione assistita?

Chi ha deciso cos’è famiglia, e perché? E come può un uomo, un Papa, chiudere in faccia la porta all’amore nelle sue infinite manifestazioni, nella sua diversità e differenza?

Come si può spiattellare dinnanzi al mondo un falso paradigma di normalità, quando neghiamo i diritti agli omosessuali – stigmatizzandoli come “malati”? Quando c’è chi addirittura colpevolizza le madri dei bambini down?

Il problema non è quanto spendiamo per mettere il Papa su un palco, per vestirlo da albero di Natale, e per proteggerlo da chi vorrebbe (e sono tanti) urlargli il suo dissenso.

Il vero problema è che, anche gratis, tutto ciò dovrebbe scomparire. Tutta questa corruzione, anche morale, dovrebbe fermarsi.

Non solo il calcio, caro Monti, ma anche la Chiesa – come istituzione in sé – andrebbe fermata per anni. Messa in pausa, ignorata.

Solo così, forse, la religione cristiana acquisterebbe quel senso profondamente altruista che le è naturale.

Io continuerei a non credere, ma non dovrei più indignarmi.

Se il Papa fosse Dio accoglierebbe tutto l’amore del mondo, indipendentemente dalle forme dei corpi che ospitano quell’amore.

Se il Papa fosse Dio, si fermerebbe a riflettere e capirebbe.

Ma purtroppo è solo un uomo.

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