Francesco Giubilei
Leggere è rock
1 Giugno Giu 2012 1322 01 giugno 2012

Perchè sono favorevole alla parata del 2 Giugno

In seguito al terribile terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna nei giorni scorsi, il mondo del web si è fatto promotore di una proposta che ha dato vita a un acceso dibattito sui media nazionali facendo prendere una posizione ufficiale anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Si tratta della proposta di annullare per quest'anno la parata del 2 giugno. L'iniziativa, riassunta dal hastag #no2giugno, ha riscosso il consenso di gran parte dell'opinione pubblica.
Scrivo da romagnolo con tanti amici e conoscenti nelle terre colpite più violentemente dal sisma. Conosco la realtà emiliana, una terra viva, abitata da persone tenaci, grandi lavoratori con un'enorme coraggio e dignità che sta emergendo anche in questi giorni.
Da cittadino italiano, prima ancora che da romagnolo, dico che abolire la parata del 2 giugno sarebbe un errore.
Le parole scritte da Lia Celi su Lettera43 sintetizzano il mio pensiero: “in un altro Paese, civile o no, nessuno si sognerebbe di cancellare a causa di una sciagura una cerimonia pubblica con le Forze armate che sfilano in onore della nazione. Anzi, se ne farebbe un'occasione di affratellamento, uno stimolo a rialzare la testa, la scintilla per uno scatto di orgoglio”.
Mi domando, se la sciagura fosse capitata pochi giorni prima il 25 Aprile o il 1 Maggio qualcuno avrebbe proposto di cancellare le celebrazioni?
Continua la Celi: “nessun popolo ha con i suoi soldati un rapporto ambivalente e ipocrita come noi italiani abbiamo con i nostri. […] i più tolleranti considerano i militare una specie di outsourcing cui ricorrere quando gli enti preposti non sono all'altezza: per spalare la neve, rimuovere macerie,
controllare il territorio, arginare la criminalità”.
Gian Micalessin in un articolo dai contenuti esageratamente politici e troppo faziosi su Il Giornale, scrive però con cognizione di causa “chi s'illude di risolvere i danni del terremoto bloccando la sfilata dei Fori Imperiali. Se la richiesta rispondesse ad una ragionamento sensato basterebbe spiegare che i 2,5 milioni destinati alla parata sono già stati spesi per l'organizzazione dell'evento. Ma serve a poco. Dietro a tanta, immediata mobilitazione c'è solo il riflesso condizionato di chi continua a percepire l'istituzione delle Forze armate come un corpo estraneo che grava con i suoi costi sul resto della nazione […] E poco importa che siano l'istituzione di una Repubblica, nata dalla stessa Resistenza”.
La pensa allo stesso modo, pur con diverse motivazioni Federico Mello su Il Fatto quotidiano: “la funzione di quella sfilata – posto che per ora gli eserciti non si possono abolire – rappresenta proprio l'inchino delle forze armate alle istituzioni repubblicane e alla Costituzione”.
La parata del 2 giugno rappresenta un momento di unione per tutti gli italiani, un'occasione per celebrare la Repubblica, lo stesso Stato che con le sue istituzioni sta concretamente aiutando tutte le persone colpite dal sisma.
Ogni giorno ci dimentichiamo di essere italiani e cittadini di questo paese, non permettiamo che le celebrazioni della Repubblica vengano cancellate, tutt'altro, difendiamole strenuamente soprattutto nei momenti di difficoltà come quello che stiamo vivendo.

Francesco Giubilei
TWITTER @francescogiub

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