Darwin sognava pecore digitali
2 Giugno Giu 2012 0929 02 giugno 2012

Immaginare il futuro dell'informazione digitale

Khrisna Bharat creatore di Google News e tra i principali scienziati di Mountain View, ha recentemente parlato a Parigi al Summit World News del rapporto tra informazione e tecnologia. Secondo lui Internet con la massiva produzione di contenuti online da parte degli utenti ha creato un overlod informativo generando una vera e propria economia dell'attenzione. Attenzione che cala come il tempo di visita ad una pagina web. Il lettore in rete è volatile, rapido, rapace, cerca “la notizia” per condividerla, farla propria, magari reinterpretarla e postarla. Twitter è stato probabilmente il primo passo verso l’informatizzazione di massa. Oggi però il tempo di lettura medio è quello di un tweet, vogliamo più notizie e le vogliamo subito, adatte alle nostre esigenze, al nostro background.
In questo contesto, una guida al contenuto, prodotto ma soprattutto fruito, diventa una necessità primaria, per anteporre al networking, dei filtri di valore superiori ai social media o ai feed RSS.


Per l’utente (e per l’editore) la content curation diventa indispensabile per gestire i flussi dei media sociali creando “valore di contenuto”. Organizzare testate, articoli e notizie serve quindi a creare percorsi preferenziali, agenzie di stampa personalizzate e puntuali, concentrate sui nostri interessi. E' importante sottolineare la possibilità di scelta di questi interessi, determinante per creare più canali (diversi), sulla medesima tematica ma con molteplici punti di vista.
Nel prossimo futuro la velocità di fruizione dei contenuti online passerà dal rapporto diretto tra consumatore ed editore, le tecnologie ci sono, i lettori potenziali pure, ora tocca agli editori costruire un rapporto stabile, costruendo piattaforme e modelli di business basati su queste, sulla cura, sulla personalizzazione e sull’implementazione dei contenuti (e-book, contenuti speciali, multimediali). In questo modo è possibile offrire all’utente una esperienza di lettura speciale e gratificante che lo accompagna online e offline, da un luogo all’altro. Twitter per esempio potrebbe evolvere integrando funzioni premium legate al mondo editoriale, affiliando alcuni grandi editori in primis, costruendo nuovi modelli di business legati al contenuto personalizzato, per intensificare il suo precario equilibrio economico.


La personalizzazione di massa dei contenuti è un rischio che bisogna correre. Pensare al rischio come perdita di valore (creativo, informativo più che legale) vuol dire pensare ancora ad un prodotto venduto a copia. Oggi i prodotti editoriali sono molteplici, multimediali, il più importante però è la fiducia dell’utente, l’affiliazione, quindi la cura del cliente. Il cartaceo deve essere difeso, ma da contenitore principe deve assumere la veste di “valore aggiunto” all’interno di un sistema multipiattaforma sempre più integrato. Come sostiene Stefano Quintarelli è necessario un sistema unico di comunicazione tra i vari back end editoriali e canali di trasferimento dell’informazione, assicurando una esperienza di “lettura aumentata” rendendo il prodotto editoriale di domani realmente multimediale e partecipativo.

Le grandi possibilità informative di questo secolo passano per la crossmedialità, per il filtraggio valoriale dei contenuti online e soprattutto dalla reinterpretazione del prodotto editoriale (esperienziale) in più piattaforme. Fattori estremamente collegati.


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