Salvatore Grizzanti
Radical Cafe
5 Giugno Giu 2012 0919 05 giugno 2012

Emma Bonino, premiata all'estero ignorata in patria. Ma...

Venerdì 1 giugno a Breslavia, in Polonia, durante il Global Forum dedicato al tema "Reinventare l'Occidente: Prosperità, Sicurezza e Democrazia a rischio?" l'Atlantic Council, un think tank americano che mette al centro della propria attività i rapporti euro-atlantici, ha deciso di dedicare la quarta edizione del Premio per la Libertà ad Emma Bonino, per la sua lotta decennale in difesa dei diritti umani e delle libertà individuali nel mondo con le seguenti motivazioni:

Tra le personalità europee, il Consiglio è lieto di rendere omaggio a lei e al suo instancabile lavoro in difesa dei diritti umani. Mai intimorita di prendere posizione su questioni delicate eppure importanti, lei è stata una pioniera della difesa delle libertà civili e dei diritti fondamentali in Europa e ovunque nel mondo. Dal sostegno alla istituzione della Corte Penale Internazionale e degli altri tribunali ad hoc, agli sforzi per mettere in piedi la Arab Democracy Foundation, lei si è battuta senza riserve per diffondere la libertà in Paesi i cui cittadini ne sono stati privati dai propri governi. Con questo Premio vogliamo dare riconoscimento al suo impegno decennale e, in particolare, più di recente, ai suoi sforzi per promuovere i diritti umani in Medio Oriente.


Inutile scrivere l'ennesimo post in cui mettere a confronto Emma Bonino con i politici nostrani che si azzuffano nei salotti televisivi: da Porta a Porta a Ballarò, da Servizio Pubblico a Piazza Pulita; d'altronde in questi salotti Emma Bonino non è neanche invitata. Un po' come se la partitocrazia, in Italia, avesse predisposto un cordone di sicurezza intorno alla vice-presidente del Senato, troppo popolare per poter parlare all'opinione pubblica, troppo preparata per confrontarsi con i “colleghi”.
Addirittura dopo che a inizio 2011, nei sondaggi di Ballarò, il nome di Emma Bonino figurava in testa ai sondaggi sulla fiducia tra i leader del centrosinistra scomparse misteriosamente dalla graduatoria nelle puntate successive.
Ma oggi sul Corriere della Sera viene pubblicata una lettera-appelo di dieci attori: Luca Argentero, Sergio Castellitto, Alessandro Gassman, Remo Girone, Vinicio Marchionni, Filippo Nigro, Rocco Papaleo Claudio Santamaria, Emilio Solfrizzi, e Gianmarco Tognazzi. Questo il testo:

Caro direttore,
le scriviamo in seguito alla recente dichiarazione del nostro amato presidente della Repubblica che auspica l’avvento al Quirinale, per il mandato successivo al suo, di una donna. Con grande tempismo e solita lungimiranza, il sito internet del Corriere della Sera ha condiviso con i propri lettori un sondaggio che proponeva al Paese di esprimersi per dare un volto e un nome alla personalità politica più adatta, a ricoprire, quel prestigioso ruolo. Non troppo sorprendentemente, gli ormai «maturi» e ben intenzionati lettori hanno scelto, in maniera forte e decisa, la vicepresidente del Senato Emma Bonino! Accadde la stessa cosa nel 1999 quando i migliori sondaggi vedevano Emma Bonino raggiungere il 76% di gradimento degli italiani, che riconoscevano il suo lungo ed inesauribile impegno politico e il profilo alto e internazionale, perfetto per rappresentare l’immagine della nostra gente nel mondo. Una piccola, grande donna, amante del diritto e indiscussa paladina dei diritti civili, che per le sue capacità ha ricevuto riconoscimenti in tutto il mondo. Il Parlamento le preferì l’illustre Carlo Azeglio Ciampi, disattendendo ancora una volta il desiderio dei cittadini che avevano vissuto la campagna di «Emma for President» con grande speranza e dedizione. Difficile non pensare che se fosse per i cittadini, Emma sarebbe già da un pezzo presidente del Consiglio (e non solo della Repubblica) e su questa bellissima opportunità noi italiani dovremmo tutti riflettere, a partire dalla diretta interessata. Proprio in questo particolare momento storico, dove tutti siamo alla ricerca di etica, trasparenza e legalità, in poche parole buona politica! Sarebbe bello e rivoluzionario che, dopo tutte le vicende politiche che hanno attraversato gli ultimi 20 (forse 60?) anni della nostra storia, lasciando questo Paese sempre più fragile e in balia di se stesso, la politica cominciasse a intercettare e soprattutto rispettare questa grande voglia di partecipazione.
Certo noi artisti possiamo fare poco. Forse, a volte, alcuni di noi sono, o sono stati, pigri e magari a ragion veduta, visti i risultati di innumerevoli fallimenti politici e di pseudo democrazia, poco interessati alle sorti del Paese. Questa volta, invece, vogliamo dare questo nostro piccolo contributo alla causa. Un messaggio al Parlamento, al Governo, alle forze politiche in campo, non abbiamo bisogno di rivolgerci all’Italia, che ha già parlato attraverso i sondaggi e che non perde occasione di manifestare il suo affetto a una donna che ci rende orgogliosi di essere italiani nel mondo!
Queste dieci firme, di artisti emergenti e non, messe insieme in poco tempo ma con grandissimo entusiasmo da parte di tutti noi, sono sicuramente una piccola rappresentanza di «uomini che amano le donne» e ne riconoscono gli immensi meriti. La candidatura di Emma Bonino presidente non è solo un cambiamento «di genere» ma è ripristino di meritocrazia e di distanza da giochi di Palazzo e interessi di partito. È un grande e coraggioso passo avanti verso la riconciliazione tra eletti ed elettori.

Che il cambiamento possa partire da qua?

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