Cazza la randa
5 Giugno Giu 2012 0750 05 giugno 2012

Il Ministro della Salute tuteli i minori dalle scommesse on line

Egregio Ministro Balduzzi,
da alcuni giorni viene diffusa in tv la pubblicità di un noto gestore di scommesse on line. È un imprenditore estero, uno dei pochi ad essere interessato ad investire nel nostro Paese. Peccato però che l’investimento non porti con sé insediamenti produttivi, magari ad alto contenuto tecnologico, di cui l’Italia avrebbe tanto bisogno.
Forse a Lei, come a chi è stato seduto, prima di Lei, sulla poltrona di Ministro della Salute, il termine scommesse on line suona nuovo. Infatti lo Stato definisce in modo codardo queste nuove forme di schiavitù e di disastro sociale giochi di abilità a distanza.
Lo sa Ministro che i soldi puntati dagli italiani per diventare “abili a distanza” aumentano sempre di più? Pensi Ministro che lo scorso anno i nostri connazionali hanno bruciato 8,5 miliardi di euro. Per darLe un utile termine di confronto, ciò significa che 3,5 milioni di mensilità sono andate in fumo.
Se il trend di crescita delle scommesse on line verrà confermato anche nei prossimi mesi, con il 2012 si raggiungerà un nuovo record di puntate. Un record triste, perché non solo vale una montagna di denaro buttato al vento, ma, come Lei saprà, determina conseguenze sociali devastanti e costi sanitari incalcolabili.
Se a Lei, come ai Suoi predecessori, poco importa sapere se milioni di adulti, nel tentativo di diventare sempre più “abili”, si rovinano la vita e distruggono quella degli altri, con costi vivi immensi per la comunità, abbia un sussulto di coscienza almeno quando si parla di minori.
La suddetta pubblicità, adducendo una supposta pratica di Gioco Responsabile, invita i minori ad astenersi dal partecipare alle scommesse. È una manovra pilatesca! Perché aggirare gli ostacoli – carta di identità e codice fiscale – che si frappongono tra il minore e il programma di scommesse on line è facilissimo. Di ciò potrà trarre eventuale conferma mettendo alla prova uno dei Suoi figli o nipotini.
Mettere i figli minori sotto la cosiddetta campana di vetro è illusorio. Porli in modo più serio al riparo da insulse prove di “abilità” è esercizio utile, oltreché doveroso: converrà che questo è davvero il minimo che un coscienzioso Ministro della Salute possa fare.

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