Mi chiamo America latina
5 Giugno Giu 2012 1948 05 giugno 2012

Le acque fantasma della Bolivia

La Bolivia lo pretende da due secoli, il Cile, ma a volte anche il Perù, ha sempre detto no. Ci sono perfino state lunghe battaglie in passato, vedi la cosiddetta Guerra del Pacifico. L’oggetto del contendere è sempre quello: una striscia di terra chiamata corredor de Atacama, che permetterebbe al paese oggi governato da Evo Morales di raggiungere uno sbocco sull’oceano.

La questione – come dicevo antica – è tornata alla ribalta sui giornali boliviani, ma anche cileni, in questi ultimi due giorni. Il motivo? La 42ˆ Asamblea General de la Organización de Estados Americanos (Oea), che si svolge a Cochabamba, proprio nel paese arroccato tra gli altopiani delle Ande. Il tema infatti è fra quelli in agenda.

Il presidente Morales ha dichiarato ai giornalisti che spera che l’Oea aiuti ad una risoluzione affinché la Bolivia ritorni ad essere sovrano in quel tratto di costa. Morales si augura che venga rivisto il Trattato di pace firmato nel 1904, dopo la Guerra tra i due paesi, che lasciava il suo paese all’asciutto.
Per convincere l’Assemblea il presidente Boliviano ha citato l’esempio del Canale di Panama, con un interessante argomento: “I trattati non sono perpetui”.

“Dopo molte trattative, nel 1974, Usa e Panama firmano un accordo per porre la parola fine al concetto di perpetuità. Si firma un nuovo Trattato nel 1977 nella sede dell’Oea, a Washington, dove si decide di ritornare il Canale al Panama, e ciò è stato fatto. I trattati non sono l’ultima parola. I trattati possono essere rivisti pensando all’integrazione e allo sviluppo”.

Il primo mandatario indigeno d’America ha così dato ascolto al volere popolare. “Ciò che conta – sosteneva previamente un editoriale della redazione del giornale Los Tiempos, a proposito della questione – è quello che il nostro Governo programmi e non tanto quello che l’Oea decida, perché questa decisione dipenderà da quello che lo Stato dica e chieda”.

Morales non ha lesinato alcune stoccate al Cile, nonostante il rapporto tra i due paesi sia oggi molto più disteso. Il presidente sindacalista ha aggiunto, infatti, che lo stesso Trattato del 1904 è stato rivisitato quattro volte, sempre su richiesta cilena. Anche se poi i vari governanti di Santiago hanno sempre sostenuto l’impossibilità di modifica.

Una risposta indiretta al cancelliere cileno, Alfredo Moreno, che aveva reiterato che il suo Governo vuole il rispetto dei trattati internazionali, lanciando un appello al dialogo bilaterale.

La questione, comunque vada a finire il vertice, al pari del tema Falkland per l’Argentina, non sembra destinata ad esaurisi qui.

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