A tutto Tondi
5 Giugno Giu 2012 1420 05 giugno 2012

L'Italia nel 2013

Il Movimento 5 Stelle ha avuto grande successo alle elezioni amministrative di quest'anno anche grazie ad un programma genericamente localista e post-ideologico, perfetto per delle elezioni che, almeno negli ultimi anni, sono poco legate alle dinamiche nazionali.

è dubbio che il partito fondato da Grillo possa ottenere le stesse percentuali anche nel 2013: ciò che è certo è che entrerà in Parlamento, probabilmente superando il 10%. Qual è lo scenario che dobbiamo attenderci?

Il PD probabilmente si presenterà con IDV e SEL con poca convinzione, quasi per forza d'inerzia. Se i dirigenti democratici continuano ad ignorare i segnali di stanchezza e le richieste di rinnovamento della base è possibile che il partito perda parte del consenso che finora è riuscito a mantenere. Questo vale a maggior ragione se consideriamo la concorrenza della potenziale lista targata Repubblica, che farebbe apparire il PD come una "bad company".

In ogni caso è difficile che il centrosinistra abbia la maggioranza dei seggi, sia alla Camera sia al Senato.

La destra vedrà il ritorno di Berlusconi con la sua lista civica affiancata al PDL, che verosimilmente gli permetterà di recuperare parte dei voti persi.

Lo schieramento conservatore è però indebolito da molte incognite: il progetto del Terzo Polo sembra definitivamente naufragato, il che implica che Casini, Rutelli e Fini dovranno decidere cosa fare e da che parte stare. Forse un'alleanza improvvisata con Montezemolo? Difficile che sia così, il leader di Italia Futura non avrebbe convenienza ad imbarcare un gruppo di sconfitti.

In un clima di generale incertezza, è tuttavia evidente che la sinistra è la grande favorita. Se avesse una classe dirigente non dico normale, ma di qualità mediocre, avrebbe sostanzialmente già vinto. Invece ha una classe dirigente pessima, che ha paura di svelare l'identità del candidato e i contenuti del programma perché non ha nè l'uno né gli altri.

Sarebbe ora di procurarseli alla svelta, con delle primarie per la scelta del candidato e una discussione partecipata ed onnicomprensiva sul programma da presentare agli elettori.

Altrimenti c'è il serio rischio che l'anno prossimo il nuovo Parlamento non riesca ad esprimere una maggioranza organica. A quel punto si aprirebbero strade imprevedibili ed inquietanti.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook