Darwin sognava pecore digitali
5 Giugno Giu 2012 1307 05 giugno 2012

Perché Facebook potrebbe scomparire entro il 2020

Lo afferma più di un analista finanziario. Osservando il recente flop in borsa si prospetta un decennio faticoso per Marck Zuckerberg e compagni. Eric Jackson, uno dei fondatori di Ironfire Capital, ha recentemente affermato allo show della CNBC “Squawk the street” che Facebook potrebbe fare la fine di Yahoo, perdendo potere ed introiti. Yahoo oggi non è certo fallito, però guadagna solo il 10% di quello che poteva guadagnare nel 2000, al culmine della new economy prima del crollo della bolla speculativa.

Perché Facebook dovrebbe fare la stessa fine?

  • Facebook fatica col mobile. Arranca di fronte al nuovo paradigma di fruizione della rete, sempre più adatta a dispositivi mobili come smartphone e tablet. Twitter al contempo guadagna lentamente terreno con il suo mezzo miliardo di utenti in ascesa. Un social media, quest’ultimo, molto più immediato e adatto al mobile del fratello maggiore, anche se non ha ancora trovato un modello stabile di business.
  • Facebook è pesante. Può assimilare diverse start-up, applicazioni specifiche per il mobile (come Instagram), però resta una piattaforma particolarmente complessa che fatica ad integrare nuove funzioni mobile.
  • La discesa in borsa ha messo in allerta i mercati che lo ossevano. In un contesto dove il web è in perenne espansione e sempre più legato col mobile, Facebook faticherà a mantenere le sue funzionalità su questi dispositivi. A dirlo è lo stesso Facebook nella relazione di rischio pre IPO.
  • Facebook non cambierà la privacy. Zuckerberg ha bisogno del valore degli utenti, cioè delle loro informazioni. In questo senso ha cercato di proporre un sondaggio dalla facciata democratica per limare la privacy degli iscritti offrendo come contentino qualche nuova funzione. Visto come sta andando il sondaggio, che vi invito a votare, credo proprio che le nuove norme non passeranno.

Secondo Jackson la difficoltà di Facebook nel mobile è associabile alla difficoltà di Google coi social media. Google, così come Yahoo, rappresenta infatti la prima generazione di società della rete, nate come portali per organizzare contenuti e informazioni, mentre Facebook, fa parte della seconda generazione che ha capitalizzato l’emergere delle reti sociali. Oggi, la terza generazione, vede come protagoniste le nuove aziende digitali che hanno come obiettivo primario potenziare e monetizzare l’utilizzo dei dispositivi mobili, sempre più impattanti nella nostra società.

Cosa potrebbe salvare Facebook da queste apocalittiche previsioni?

  • Il fidanzamento con Apple. Apple ha previsto l’integrazione di Facebook nei dispositivi con sistema operativo IOS 6 e probabilmente è solo l’inizio di un rapporto duraturo. D’altro canto l’azienda di Cupertino sta lentamente tagliando fuori Google dai suoi dispositivi. Recente la notizia della messa al bando di Google Maps per sviluppare una app, Open Street Maps (che integrerà visualizzazioni 3D). Un nuovo sistema, pronto ad entrare nel mercato delle mappe che rappresentano, nel mobile advertising, il 25% della pubblicità sui cellulari.
  • I numeri. La maggioranza degli utenti sono affezionati (assuefatti) a Facebook. Con più di 900 milioni di utenti il social network ha il favore del popolo. Oggi Facebook influenza la vita sociale, è parte integrante della quotidianità di troppe persone, alcune generazioni addirittura non ricordano e non ricorderanno una vita senza. Al momento il flusso di utenti in entrata non accenna ad arrestarsi, tantomeno a diminuire.
  • Le aziende. Zuckerberg sta ponderando nuovi modi per sfruttare la fame di “like” e visibilità dei brand sulla piattaforma, incrementando le possibilità pubblicitarie.

La storia è fatta di cicli economici, di generazioni differenti, con un diverso impatto sulla società e sull'economia. Il mondo si muove sempre più velocemente, soprattutto quello digitale trainato dall’innovazione tecnologica che genera interruzione e nuovi modi di produrre. All’interno di un contesto complesso le profezie di Jackson potrebbero avverarsi. Oggi però, nonostante le recenti sconfitte, Facebook e il suo fondatore non sembrano affatto sull’orlo del baratro, al massimo sono inciampati su una buca. Non resta che aspettare, provando ad immaginare un mondo senza "like", nel bene e nel male.

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