Sic et simpliciter
6 Giugno Giu 2012 1549 06 giugno 2012

Chi strilla non ha sempre torto

Mentre continuano le proteste degli abitanti di Riano - il piccolo comune alle porte di Roma - contro l'incubo discarica, il prefetto Goffredo Sottile incontrando ieri la presidente Polverini per una prima riunione tecnica, tra le altre cose ha dichiarato: «Chi strilla ha sempre torto, non sarà un'altra Val di Susa».

Come? Abbiamo sentito bene? Chi strilla ha sempre torto?

No caro prefetto, mi permetto di dissentire. Chi strilla non ha sempre torto; chi strilla lo fa perchè esasperato, schiacciato da continui soprusi e non ha altri strumenti a disposizione per sfogare la sua rabbia. È vero, il self control a volte è più produttivo, ma ce li vede lei gli abitanti di Riano inoltrare, magari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, una educata letterina di protesta per manifestare la propria contrarietà? Oppure sorridere alle telecamere dicendo: “...capiamo, non si poteva far diversamente. Vorrà dire che venderemo la nostra casetta e ne compreremo un'altra: in fondo cambiare è bello!”.

Chi strilla ha sempre torto? Ma cosa mi dice, signor prefetto, delle donne che nel 1918 strillando e incatenandosi, riuscirono ad ottenere il diritto di voto fino ad allora cortesemente loro vietato? E cosa ne pensa della primavera araba, dove ragazzi algerini, egiziani tunisini e libici “osarono” strillare contro i propri dittatori ottenendo il cambiamento dei sovrani?
No signor prefetto. A volte strillare si deve, è l'unico modo per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. E questo, mi creda, è molto triste.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook