Sic et simpliciter
6 Giugno Giu 2012 0930 06 giugno 2012

Daniela Santanchè - Atto III

C'è chi come Francesco Tricarico si accontenta di una vita tranquilla e chi, nonostante sia stato letteralmente miracolato e abbia avuto la fortuna smisurata di poggiare le terga su una poltrona di prestigio, (come si dice a Roma) apre bocca pe daje fiato. La pasionaria Daniela Santanchè non riesce proprio a star zitta. Prima ci ha provato con la fantasiosa idea di candidarsi alla premiership del Pdl (servendo a Gasparri – su un piatto d'argento – un «si, e io ho deciso di candidarmi al governo del pianeta!»). Poi, rispondendo a una luciferina domanda di Affaritaliani.it circa la possibilità di approdare al Colle, da gran signora ha risposto: «A me la Madonna, il Quirinale e Gesù Bambino non interessano». E meno male, aggiungerei. Qualche giorno fa, dalle colonne de Il Giornale, ha dato il là agli italiani spingendoli a non pagar l'Imu, quando anche la stessa Lega sembrava aver messo da parte la battaglia sull'odiato balzello.

Daniela Santanchè, nata Garnero, viene (inspiegabilmente) mandata dal suo partito nei talk show e nei salotti televisivi(anche in prima serata). E urla, strilla, sbraita, si incazza e alza (elegantemente, of course) il dito medio ingioiellato.
Last but not least il cinguettio di ieri: «Iniziamo una battaglia popolare e democratica per riprenderci la nostra sovranità: per l'Italia devono decidere gli italiani». Con tanto di hashtag coniato appositamente per l'occasione: #referendumeuro.

Niente di nuovo, dunque, da annotare sul taccuino degli inediti, solo l'ennesima figuraccia.

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