Simone Migliorato
Coloro che si gettano nel fuoco
6 Giugno Giu 2012 1259 06 giugno 2012

Il Dio (dei maschi) salvi il principe Filippo duca di Edimburgo!


Per noi italiani è sicuramente strana la passione del popolo inglese per i loro monarchi. Certo, magari per i nostri avi era diverso ma oggi siamo molto lontani dal modello inglese: ci fa sorridere la guardia alle tombe dei re al Pantheon, poniamo Gaetano Bresci tra i padri della patria e i nostri Savoia tra scandali, canzoni e partecipazioni a trasmissioni televisive non sembrano riscuotere molto successo. E' vero che ci sono stati, questo è un datto di fatto, ventiduemila fulminati che hanno votato Emanuele Filiberto alle elezioni europee del 2009 con l'UDC, ma insomma statisticamente tutto questo può rientrare nell'alveo delle problematiche umane relative al voto.

Tutti in questi giorni abbiamo assistito alle celebrazioni per il giubileo in Gran Bretagna, che incora il successo in vita di Elisabetta II: una nazione in festa che non bada a spese nonostante la crisi del debito pubblico europeo pur di celebare la sua regina.

L'informazione italiana, con Studio Aperto sempre in prima linea, da anni si appassiona alle cose di Buckingham Palace e a volte dispiace dirlo è stato difficile per noi italiani (non parlo dei ventiduemila che votarono Emanuele Filiberto nel 2009, siamo intesi) digerire ore ed ore di servizi di gossip sulla corona britannica: chi non ricorda le innumerevoli trasmissioni dedicate alla figura di Diana, alla sua vita e alla sua misteriosa morte? Per non parlare del nostro poco interesse per tutte le passioni dei principini William ed Henry (e le loro coraggiosissime missioni militari...); e sempre pensando ai principi, come dimenticare il matrimonio del secolo tra William con Kate Middleton? Se non fosse stato per il fondoschiena della sorella della sposa (tale Pippa Middleton) come avremmo potuto resistere a tutte quelle celebrazioni trasmesse in televisione? La mia non è una critica e non me ne vogliano gli inglesi che leggono queste pagine, ma appunto per noi giovani italiani è lontana anni luce la passione per i re, le regine e i principi. Sicuramente, su questa mia ultima affermazione non sarà d'accordo Marcello Veneziani, intellettuale di destra, che affermò su Il Giornale del 9 settembre 2010 quanto segue:

"L’Italia ha bisogno di un re sia sul piano simbolico perché vuole una figura di leader, di arcitaliano, che incarni il concentrato nazionale del suo popolo; sia sul piano pratico perché esige un decisore, un capo, che non si perda nel fumo delle mediazioni ma si assuma la responsabilità di decidere. Non vuole un dittatore, ma un re, che è figura temperata e gentile, perfino gaia e lussuosa, che conduca per mano e non trascini il suo popolo, indulgente, che rassicuri e non minacci, amato dal popolo, e dunque votato e giudicato, e non un arcigno tiranno, come sono in potenza tanti loschi regicidi. Anche se poi, nella nostra breve esperienza di regno, a eccezione del primo, un re l’abbiamo ucciso, l’altro costretto alla fuga e l’ultimo all’esilio".

Leggo e rileggo queste parole, ma non me convinco del tutto. Mi spaventa solo la contastazione che poi, sotto sotto, ci siamo interessati in maniera ossessiva alle vicende di casa Berlusconi per anni e abbiamo anche innalzato Veronica Lario a nostra interlocutrice in un certo momento storico. Ma è meglio non pensarci, altrimenti ci deprimiamo..
Veniamo al dunque: queste feste immortalano il trionfo di sua maestà Elisabetta II e questo è chiaro. Il regno pare che sia in gran forma, e in molti (come il settimanale D) rendono onore anche a Camilla Parker Bowles, che ormai ha conquistato il cuore di tutti (anche dei suoi ex detrattori).

Io personalmente voglio andare controcorrente, perchè considero il vero vincitore di questi 60 anni di regno il principe Filippo, duca di Edimburgo, eterno sposo della festeggiata. Lui, per noi maschi del 2013 è un modello da seguire!

Perché? Il principe ha capito ed ha risolto con facilità il problema enorme del maschio occidentale, cioè la sua crisi nei confronti della donna, la perdita del ruolo di pater familias, la fine dell'autorità del maschio e tutte queste belle cose. Gli storici affermano che questa crisi sia cominciata dopo il 1968, ma il principe Filippo avevacapito e risolto il tutto già nel 1947 quando si sposò con la regina Elisabetta: vedendo quella che sarebbe stata la sua esistenza, cioè "contare come spade quando regna bastoni" e rendendosi conto che sono le donne che comandano nella vita, ha fatto sempre il gregario con perfetto aplomb , non crucciandosi mai di questo, ma anzi divertendosi un casino! Vuoi mettere: una vita senza lavorare, coltivando i tuoi hobby, ricevendo onorificenze varie con il minimo sforzo, dormendo separato dalla tua consorte non dovendo così adempiere più del dovuto (il figlio Carlo) agli obblighi coniugali, vestendo poi sempre in maniera impeccabile e in più collezionando una serie indimenticabile di gaffe che lo renderanno immortale: come quando disse ad un nero di Birmingham "Da quale paese esotico viene?" , oppure quando domandò a dei studenti inglesi tornati dalla Nuova Guinea "Siete riusciti a non farvi mangiare?", o ancora quando a Roma ad una degustazione di vini pregiati d'impeto affermò "Portatemi una birra! Non importa di che marca, purché sia una birra".

Impiegheremo il tempo di un altro articolo ad elencare le altre innumerovoli gaffe del principe (tanto che Lettera 43 nel giugno scorso, per festeggiare i 90 anni di Filippo, ne elencò venti in un articolo chiamata Buckingham Gaffe) ma in rete si trovano anche numerosi video che le immortalano. Poi ci sono le storie che riguardano le sue numerosi amanti, i figli nati da queste relazioni, infarti dovuti sempre ad incontri con il gentil sesso e molto altro ancora...

Ora per motivi di salute, il principe è dovuto essere assente al gran concertone per il giubileo, dove la regina si è commossa e dove era presente tutta la casa reale. Chi sa? Io spero che si riprenda presto e che fra un po' si venga a sapere che il suo malore è stato causato da una sbornia di birra colossale e dalla sua inconsciente attività sessuale, sicuramente non conforme per un vecchietto di novantuno anni.

Dio salvi il principe Filippo, duca di Edimburgo!

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