Emanuele Rigitano
Ego politico
6 Giugno Giu 2012 1239 06 giugno 2012

Malagrotta currunt...Roma e l'emergenza rifiuti

La vicenda dei rifiuti a Roma si sta facendo complessa e pericolosa. La città ha vissuto per decenni sfruttando l'enorme area di Malagrotta, a sud della capitale (poco distante dal Consiglio Regionale del Lazio), considerata la discarica più grande d'Europa. Tanto grande quanto fuori norma. L'Europa ha infatti aperto una procedura di infrazione per la gestione dei rifiuti, che è fuori dalle regole europee così come da quelle italiane.

I rifiuti dovrebbero essere quantomeno trattati prima di finire in discarica, ovvero separare la parte umida (di solito cibo) dal resto, in modo che non produca liquami e cattivi odori. Cosa che, ovviamente, non è accaduta a Malagrotta. Un'area di proprietà di un signore, Manlio Cerroni, che ha un forte potere sul ciclo dei rifiuti detenendo un ruolo dominante tra proprietà e gestione.

Roma doveva assolutamente trovare un'alternativa, divisa tra chi voleva più inceneritori, chi più discariche, chi entrambi. Ignorando completamente la gerarchia dei rifiuti delle 4 R: riduzione, riuso, riciclo, raccolta differenziata. Quest'ultima si attesta a un misero 20 per cento, più o meno come Napoli.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha fatto di tutto per evitare una discarica nel suo comune, mentre il presidente della Regione Lazio Renata Polverini si è scontrata per evitare che i rifiuti uscissero fuori dall'area capitolina.

Per questo motivo arrivò, più di un anno fa, il commissariamento straordinario, con la nomina del prefetto Giuseppe Pecoraro, di recente dimessosi. I poteri in mano erano ampi, eppure di decisioni ben poche, così come nessun ascolto di comitati, associazioni e cittadini che reagivano ogni volta che veniva scelta un'area vicina dove vivevano. Non avendo tutti i torti, perché tutti i siti scelti avevano falde acquifere, vincoli di vario tipo o erano vicini ai centri abitati.

Alla fine Pecoraro sceglie l'area di Corcolle, nelle campagne dell'VIII municipio di Roma ma a poche centinaia di metri, in linea d'aria, da Villa Adriana, sito archeologico di importanza internazionale e patrimonio Unesco. Titolo che ha rischiato addirittura di perdere, se non fosse stato per l'opposizione di alcuni ministri.

Ora con il nuovo Commissario, il prefetto Sottile, si sta puntando su un'altra area all'estrema periferia di Roma, nel XX municipio, già segnalata in passato: Pian dell'Olmo, attualmente di proprietà di Cerroni (ma sembra stia partendo l'esproprio). I cittadini stanno protestando con vigore anche con blocchi del traffico e scioperi della fame perché non ascoltati, non coinvolti, al punto che Sottile avrebbe minacciato di mandare l'esercito militarizzando il territorio.

Il problemi di Pian dell'Olmo sono tanti: è vicino al Tevere, ci sono alcuni vincoli ma soprattutto è maledettamente vicino a un altro sito che si trova nel comune di Riano, Quadro Alto. Gli abitanti sono infuriati, per loro la beffa è dietro l'angolo: infatti il timore è che quella che dovrebbe essere una discarica temporanea possa diventare la sostituta di Malagrotta, allargando la piccola area di Pian dell'Olmo a quella di Riano.

Tutto questo sta avvenendo per colpa di una classe politica che non sa assumersi responsabilità e non sa fare l'unica cosa possibile per Roma: un serio piano di aumento e miglioramento della raccolta differenziata, cominciando dalla raccolta separata dell'umido per farne del buon concime e dalla separazione della raccolta di vetro e plastica, che vengono mischiate dal compattatore quando raccolgie i rifiuti del cassonetto. Importante è passare al sistema porta a porta, che migliora quantità e qualità della differenziata e favorire tutte quelle iniziative che permettono il riuso di oggetti e materiali e il riciclo degli stessi. Senza dimenticare che la prima questione è ridurre la produzione di rifiuti alla fonte, cioé in fase industriale.

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