Marco Sarti
Camera con vista
6 Giugno Giu 2012 1753 06 giugno 2012

Miracoli del voto segreto: il Senato salva De Gregorio

Problemi di matematica al Senato. Nel tardo pomeriggio l’Aula di Palazzo Madama ha salvato dagli arresti domiciliari il parlamentare Pdl Sergio De Gregorio, coinvolto nell’inchiesta legata al quotidiano L’Avanti e al faccendiere Valter Lavitola. Numeri alla mano, però, i conti non tornano.

Prima di votare, hanno assicurato di essere a favore degli arresti il Partito democratico (104 senatori), l’Italia dei Valori (12), la Lega Nord (22) e l’Udc (5). Per un totale di 143 parlamentari. Eppure, al termine dello scrutinio, i voti a favore della richiesta dei magistrati sono risultati solo 106 (169 i contrari, 16 gli astenuti).

Per risolvere il misterioso epilogo non è necessario ricorrere al pallottoliere. Basta considerare un piccolo particolare: dopo le dichiarazioni dei gruppi alcuni senatori del Pdl hanno chiesto e ottenuto di votare a scrutinio segreto. Risultato: al riparo da occhi indiscreti qualcuno deve aver cambiato improvvisamente idea.

Alla fine il più sorpreso sembra essere proprio De Gregorio. Che dedica un pensiero agli anonimi salvatori. «Ringrazio i colleghi del mio gruppo e altri che non conosco: non mi aspettavo un sostegno così forte». 

Meno diplomatica Anna Finocchiaro, capogruppo del Partito democratico: «Chi ha votato contro l’arresto del senatore De Gregorio coprendosi con il voto segreto - il suo commento - ha assunto su di sé la responsabilità di contribuire, proprio in questo momento, a screditare e umiliare il Parllamento e la politica».

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