Il marchese del Grillo
7 Giugno Giu 2012 1753 07 giugno 2012

Una risata conquisterà il mondo

Una politica che più lontana dalla realtà non si può. Il faccione rubizzo di Rosy Bindi al telegiornale di ieri sera la dice lunga: “Non capisco tutto questo baccano sulle scelte nelle authority. Abbiamo cercato di rispettare la composizione parlamentare”. Ed è questo il punto: la spartizione alla cencelli nel momento più critico per la politica, i passi falsi son da evitare come l’influenza in autunno. Niente a che vedere con le pazze idee di Berlusconi, come a voler emendare vent’anni di inazione con un volto nuovo da sacrificare a sicura sconfitta. Che sia telegenico, magari. La tecnica è sempre quella: lanciare il sasso e vedere che effetto fa; se la sparata è troppo grossa, si è sempre in tempo a gridare al fraintendimento. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, anche la sua striminzita schiera di idolatri se n'è accorta.

Gerry Scotti è un cavallo di razza, non c’è dubbio. I modi da padre di famiglia, l’incipienza di calvizie, quel tanto di pinguedine sapientemente camuffata in ragione di vanto. Niente di più lontano dai nasi perfetti di berlusconiana memoria. Un’ esperienza in politica l’ha già fatta, la peggiore della sua vita, ha ammesso. Era il 1987, il craxismo barcollava ma non mollava. Gli anni della Milano da bere, dei paninari. Scotti si candidò con il Psi, le numerose assenze a renderlo tristemente celebre. Ritirarlo fuori dal cilindro è di dubbio gusto. Tanto più oggi che la richiesta di rigore è dominante. L’interessato si è affrettato a smentire: meglio defilarsi prima che sia troppo tardi.

Ancora una volta le scelte dei partiti hanno proiettato la politica politicante lontano anni luce da chi chiede un cambio di passo netto e repentino. Le uscite di Berlusconi lo confermano: basta dare del tu al popolo e il gioco è fatto. Basta opporre comico a comico e il sogno di plastica può tornare a volare come nulla fosse. Magari, dopo il voto di ieri al Pirellone, c’è chi spera ancora di ricucire l’alleanza con la Lega Nord. La solita compagnia di giro può tornare a raccontarsela nei talk show senza essere sommersa dai fischi, Daniela Santanchè può conservare lo scettro di regina dei salotti per casalinghe disperate. Abbiamo scherzato: quella dei tecnici è stata una parentesi. Poi basta.

Oppure si guarda in faccia la realtà: non sono le risate a muovere i voti e neppure le picconate anti-casta. Grillo vince sulle macerie di una politica che distribuisce brioche a chi lamenta la mancanza di pane. Non accorgersene è un errore mortale. Farlo volutamente, è ben peggio.

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