De Gustibus
8 Giugno Giu 2012 2045 08 giugno 2012

La food industry va oltre il riciclo con le confezioni commestibili, ma forse ne faremmo a meno.

Avete mai pensato a quanta parte del nostro piacere a tavola passa attraverso i suoni? non solo quello di ottime chiacchiere che condiscono una bella cena, ma anche il suono rotondo del cucchiaino che gira nella tazzina, quello tagliente del coltello, il cucchiaio che tocca il fondo del piatto, la forchetta che lo stuzzica, il gorgoglio del vino nei bicchieri e il suono cristallino dei calici in un brindisi (di quello delle forchette battute sugli stessi ai matrimoni invece faremmo a meno).

Ora pensate che tutto questo scompaia.
Seduti al ristorante, mentre masticate il contenitore edibile che ospitava la vostra carbonara, sentirete solo lo strrrrripppp della pellicola strappata da un secondo contenitore, questo biodegradabile, contenente uno spezzatino coperto da involucro antimicrobico e microbiologicamente attivo.
Terminata la bottiglia non avrete che da separare il guscio di cartone dalla bustina in plastica interna che conteneva il vostro Merlot, depositare il primo nel contenitore del compostabile alla destra del vostro tavolo e l’altro nel riciclabile alla vs sinistra.
Il caffè? lo spruzzate in gola ed aspirate bene, come fosse Propoli.

Riavvolgo il nastro di questo film sul food futuribile (ma neanche tanto) e ve lo racconto.
Premessa: il problema dei rifiuti di involucri di cibo è importante, soprattutto in quei paesi in cui il consumo di cibi pronti e take away è elevato. Inoltre l’emissione di CO2 legata alla produzione e al trasporto di cibi e bevande è enorme, tanto più quando gli stessi viaggiano in contenitori pesanti come il vetro.
Partendo dalal necessità di risolvere questi problemi, la ricerca applicata alla conservazione del food si dà parecchio da fare ed ecco che l’Harvard Wyss Institute for Biologically Inspired Engineered, dopo aver studiato come l’uva trattiene al suo interno l’acqua, sforna WikiCells, una membrana prodotta da cibo naturale e tenuta insieme da forze elettrostatiche, che può contenere un liquido, un’emulsione, una schiuma o un cibo solido e a cui si unisce un guscio mangiabile o biodegradabile.
La creatività non ha fine ed ecco creazioni degne del più visionario Ferran Adrià: la membrana di pomodoro ripiena di gazpacho, quella di arancia riempita di succo da bere con una cannuccia, una membrana d’uva contenente vino ed una di cioccolato ripiena di cioccolata calda. Teoricamente, dicono all’istituto, è creabile ogni tipo di packaging da ogni tipo di cibo (vi conforta? a me non tanto). Unica nota: i menù dei ristoranti dovranno riportare la dicitura “involucro commestibile”.
Intanto Pepceuticals, azienda inglese di Leicester, sviluppa un contenitore commestibile anche per la carne fresca; questa nuova confezione eliminerebbe quelle sottovuoto e allungherebbe un bel po’ la shelf-life dei prodotti con una gran riduzione dei rifiuti (nella sola Inghilterra tra involucri e contenitori se ne producono 6.6 milioni di tonnellate all’anno con un costo di 5 miliardi di sterline).

E il vino? potrete bere con la coscienza pulita, poiché Greenbottle ha inventato la bottiglia biodegradabile, “compostabile” in poche settimane, (mentre il suo equivalente in plastica impiega centinaia di anni per decomporsi) e che, oltre ad essere ecologica (l’emissione di CO2 durante produzione e trasporto si riduce a un decimo), è molto più leggera (pesa 1/10 della bottiglia in vetro) e ha un aspetto davvero green perché sembra fatta di cartapesta.
Per il momento in Inghilterra è stata utilizzata per il latte e ha avuto un gran successo: la spesa diventa più leggera e rispetto al tradizionale tetrapak l’imballaggio interno in plastica (dello stesso tipo utilizzato per il vino nei bag in box), è separabile dal “guscio” di cartone per lo smaltimento. Un cambiamento non troppo traumatico rispetto alle abitudini e che il consumatore sembra aver accettato.

Per concludere la vostra cena, dopo il dessert c’è Aeroshot. Non è un gruppo rock ma fa un po’ lo stesso effetto, poiché si tratta di uno spray alla caffeina, lanciato da Breathable Foods Inc. Come dire: caffé e ammazza-caffé insieme.

L’unico ostacolo, dicono le aziende coinvolte, è di ordine psicologico e io, da parte mia, confermo.

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