Galassia Zuckerberg – inattuali dal web
8 Giugno Giu 2012 1136 08 giugno 2012

Se il lettore fosse una specie in via di estinzione?

Ho sempre avuto il timore che nella contesa fra la carta e il digitale il nulla potesse avere la meglio. Quale alibi migliore per evitare di scegliere un libro cartaceo o un libro digitale se non quella di tergiversare in attesa che la contesa si sciolga? Ovvero, di non leggere. Tolta la pressione della maestra, della professoressa, dell’esame universitario, appendiamo i libri al chiodo e leggiamo un magazine, un sito web oppure guardiamo la tv.
I dati AGCOM ci dicono di un Paese che fa della televisione la principale fonte di informazione, mentre i dati AIE (che tra poco verranno aggiornati), ci danno un quadro più incoraggiante, ovvero nel 2010 il 46,8% della popolazione dichiara di aver letto almeno un libro non scolastico, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti, il 44,3% da 1 a 3 libri, il 40,6% da 4 a 11 libri. Questo non vuol dire che la gente non legga, perché potrebbe leggere altro che i libri, né si può escludere che si legga poco perché non si trovano libri corrispondenti alle proprie aspettative.
Spero sempre che le ricerche fotografino solo una parte della realtà e che ci sia un mondo culturale in via di espansione che non viene intercettato. Pensiamo alle iniziative che si svolgono a livello locale, e che magari non fanno grandi numeri ma migliorano la qualità del tessuto cittadino, piuttosto che alle attività di divulgazione e aggregazione culturale legate ai libri.

Esistono anche social network dedicati ai lettori. Quello di cui si parla più frequentemente è aNobii, termine di pronuncia incerta ma di certo non ha nulla a che spartire con Anubi, il dio egizio dei morti, quanto piuttosto richiama l’Anobium Punctatum, noto più comunemente come “bookworm”, un tarlo dei libri. Riferimento esplicito alla passione per la lettura che fa “divorare” i libri, proprio come fa il simpatico tarlo.
Ho setacciato il web a caccia di statistiche di utilizzo in Italia di aNobii, ma non ho portato a casa un buon bottino. Da Google Trends for Websites si evince una media di 10.000 visitatori giornalieri, ma sono dati da prendere con le pinze.
Si tratta di un social network che, fra le altre funzioni, permette di creare una libreria virtuale dei libri posseduti di cui è possibile scrivere una recensione. Da non sottovalutare è inoltre la possibilità di trarre suggerimenti per le letture semplicemente spulciando nelle librerie altrui.
Anche aNobii avrà il suo raduno nazionale “Leggere rende felici: raduno Nazionale aNobii 2012” che si svolgerà a partire da oggi, 8 giugno, fino a domenica presso l’Università di Urbino. Incontri con gli autori, con i responsabili di aNobii, caccia al tesoro letteraria, visite guidate e molto altro si alterneranno nella città marchigiana. Qui l’intero programma. Oltre ad aNobii ci sono anche Shelfari, acquisito nel 2008 da Amazon e, Librarything. Quest’ultimo conta un 1,5 milioni di utenti di cui 12.723 per l’Italia.

I social network sono inoltre spazi frizzanti per le case editrici che vi promuovono libri e iniziative ma puntano anche sulla cultura, come fa, fra gli altri, Einaudi Editore (@Einaudieditore) su Twitter. Stamattina, per esempio, Minimum Fax (@minimumfax) ha lanciato l’hashtag #libraidoc invitando gli utenti a segnalare le librerie doc conosciute accompagnandole dalla città in cui si trovano e un aggettivo di descrizione. Sul fronte ludico vi segnalo l’account “Una biblioteca” (@misbooks), ovvero “Bibliotecarie alle prese con titoli fantasiosi” dove si possono trovare gaffe e battute involontarie degli utenti delle biblioteche alla disperata ricerca del libro dei propri desideri.

Digitale ovviamente vuol dire che ebook, un mercato che ha preso piede in Italia nel 2010. Il numero di titoli ha avuto una crescita esponenziale passando da 1.601 titoli nel 2009 a 6.950 nel 2010 fino a una previsione di oltre 18.000 per il novembre 2011. I lettori dotati di ebook reader sono il 3% dei lettori di libri in Italia e l’1,3% della popolazione con più di 14 anni. Si tratta di lettori forti, ovvero il 40% di loro legge fra i 12 e i 30 libri l’anno (dati AIE). Sempre secondo l’AIE, questi lettori sono più propensi alle recensioni sul web.
Investire per acquistare un ebook reader, a meno che non lo si voglia utilizzare come spessore per un tavolino zoppicante, può essere sintomo di una buona propensione alla lettura. Per acquistare un ebook occorre passare per il web e questo può conferire un rilievo significativo alle recensioni online.

Raccogliendo questi spunti, che non vogliono essere assolutamente esaustivi del tema che è molto più complesso e riguarda anche l’educazione culturale tout court, mi è sorta una domanda. Ovvero, se il fatto di far aggregare e coinvolgere chi ha già una propensione alla lettura non renda il lettore una sorta di collezionista, un animale in via di estinzione con oasi protette digitali. Possiamo sperare che, come è successo al panda simbolo del WWF, la moltiplicazione della specie in ambiente protetto generi una proliferazione dei lettori tali da contaminare nuovamente la società ricordando a tutti che “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere” (Daniel Pennac).

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