Bat-blog
9 Giugno Giu 2012 1626 09 giugno 2012

La scuola è finita.

Ultimo giorno di scuola. Almeno qui in Lombardia e poi a ruota chiuderanno tutte le altre scuole primarie e secondarie d’Italia. Bambini urlanti e danzanti negli spettacoli di fine anno si preparano alle vacanze.
Esprimo i miei dubbi per spettacoli finali trasformati in “talent” (ancora una volta la televisione cattiva maestra ha colpito). Ma tant’è la scuola è finita, finalmente.


Così, per i bimbi più fortunati iniziano le vacanze, per davvero, con i genitori o i nonni al mare o in montagna. Penso, oramai, un’esigua minoranza.Per quelli così così, la maggior parte, tipo il mio per intenderci, si aprono le porte di centri estivi, oratori feriali, campus e ludoteche.
Sempre sperando che nella città e nel paese dove risiediate ci sia ancora posto. Il genitore sprovveduto in questi casi, sappiatelo, non ha chance. Si salverà in extremis se potrà puntare su nonni, zie. Altrimenti dovrà mettere in conto il costo di un/una baby setter.


Ma, per una parte dei nostri bambini e ragazzi, però, inizia il lavoro. Per loro la scuola è finita davvero.
Parlo di quei 114.000 ragazze e ragazzi, fra i 14 e i 17 anni che dopo ripetute bocciature, una frequenza discontinua, cambi di classe o scuola, chiudono con gli studi e qualsiasi attività di formazione. Per loro si aprono le porte del lavoro minorile e lo sfruttamento.
Gli ultimi dati forniti da Save the Children ci dicono che quasi 23.000 vivono in Campania. A Napoli sono 1.283 i minori, sia maschi che femmine, che a scuola non ci vanno proprio più.
Di questi ben 194 sono bambini della scuola primaria, 770 della scuola secondaria di primo grado, 319 della scuola secondaria di secondo grado.


Chi si sta occupando di questi ragazzi?
In Italia, non so quanti lo sappiano, abbiamo da poco un Garante Nazionale per l’Infanzia, molto competente sul tema, è già questa sarebbe una notizia. Vincenzo Spadafora, è stato infatti il presidente di Unicef Italia. E’ anche molto attivo, troppo forse per i tempi del nostro Parlamento, tanto che a distanza di sei mesi dalla sua elezione ha già denunciato la sua impossibilità a lavorare. L’Ufficio del Garante non ha mezzi e staff, oltre che un sito internet ancora inattivo.


Mentre per le altre Autorità, “versiamo” centinaia di migliaia di euro a consiglieri dai curriculum davvero desolanti, lo abbiamo lasciato solo, nell’indifferenza generale, se non sostenuto dalle associazioni e ONLUS che già si battono per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza in Italia.
Come avevo già accennato anche l’attuale sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria, ha ben presente il problema. Come non potrebbe lui, che ha fatto il maestro per le strade dei Quartieri Spagnoli.
Proprio dal sottosegretario viene l’idea di un “Progetto Scampia”, aperto alle associazioni di privato sociale che lavorano nel quartiere napoletano. Ce ne sono tante, di alcune vi ho già parlato.

Già, perché dove non arriva lo Stato, arriva il volontariato.
Ma alla luce di quanto detto sopra, non so se questa è esattamente una buona notizia.

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