Nuovo Mondo
9 Giugno Giu 2012 1834 09 giugno 2012

Rio+20: sono Hollande ed il Qatar le nuove speranze verdi

Ed ora scende in campo lui, Francois Hollande, visto che Barack Obama è impegnato in ben altre cose e di riduzioni di emissioni non vuole sentire parlare, tocca alla nuova icona progressista mondiale, rassicurante lanciare l’appello affinché Rio+20, la Conferenza ONU sull’ambiente. “Sappiamo che c’è un rischio di fallimento del meeting per la difficile situazione finanziaria globale e per le crisi ed i conflitti come quello in Siria, ma l’Europa ha la possibilità, da non perdere, di lanciare una bella sfida ambientale”, ha detto l’inquilino dell’Eliseo, chiedendo altresì la formazione di un’agenzia ONU interamente specializzata sull’ambiente, facendo un passo indietro e proponendo come sede la capitale kenyiota Nairobi. Se Hollande prova a coprire i deficit di credibilità del Brasile e quelli europei, l’altro impensabile sostegno a Rio+20 arriva nientemeno che dal Qatar, il paese che sul petrolio ha costruito il suo lusso debordante, la conquista dei Mondiali di Calcio e che ora sta tramutando tutto questo oro nero in investimenti miliardari nello sviluppo sostenibile esportando il suo modello di quartiere Mshereib a basso consumo ed a bassissime emissioni finanziato dal Qatar Foundation. Non è il primo esempio. Il Qatar si è lanciato anche sull’energia solare progettando il più grande parco solare del mondo come promesso da Fahad Hamad al Mohannadi, direttore generale della QEWC (società elettrica e dell’acqua del Qatar), che ha confermato il progetto dell’Emirato di sostituire il 10% dell’energia totale utilizzata per la produzione di elettricità e la desalinizzazione dell’acqua con energia solare entro il 2018. Alla faccia dei BRICS, degli Usa snob, del resto dell’Europa depressa, la buona riuscita di Rio+20 ora passa per il leader “normale” della nuova Francia e per un gruppo di emiri. E dai giovani brasiliani, che si sono riuniti in questa settimana e lo faranno anche nella prossima in migliaia per predisporre diverse iniziative da sottoporre alla Conferenza. Niente proteste stavolta ma proposte, quelle che tardano dai leader brasiliani distratti dalla forma ma poco attenti alla sostanza.

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